Far cadere il Governo in questo momento sarebbe gravissimo. A ribadirlo, come se non l’avessero capito gli interpreti in campo, è ancora una volta il Quirinale, tramite il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quest’ultimo è rimasto in silenzio, rassicurato dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi che, nei giorni scorsi, ha ribadito la sua intenzione di non far crollare l’Esecutivo. Poi, tutto d’un tratto, torna in auge il discorso relativo alla sua decadenza e la pressione sul Governo Letta che monta di nuovo, con l’ipotesi di crisi che diventa ogni giorno sempre più una realtà.

Ieri, il capo dello Stato ha deciso di rompere un silenzio che durava da qualche settimana e mettere in fila alcune sue considerazioni: “Napolitano non sta studiando o meditando il da farsi nel caso venga aperta una crisi di governo – si legge nel comunicato emesso – l’insorgere di una crisi precipiterebbe il Paese in gravissimi rischi. Il Quirinale conserva fiducia nelle ripetute dichiarazioni di Berlusconi in base alle quali il Governo continua ad avere il sostegno della forza da lui guidata”. Un pensiero, una certezza o una speranza? La nota fa presente come non ci siano piani B alternativi all’Esecutivo di Letta e, di fatto, fa capire come le elezioni non siano l’unica soluzione possibile in caso di conflitto politico. Anche se la fiducia in Berlusconi, ovviamente, non può esserci.