Il Pdl non farà cadere il governo Letta. Al massimo chiederà ai suoi ministri di dimettersi per poi riconfermarli. Al centrodestra adesso conviene restare dove sta. Se andiamo a elezioni adesso li asfaltiamo”. E’ questa l’ultima dichiarazione che Matteo Renzi ha rilasciato davanti ad una folla di circa duemila persone che lo hanno accolto alla serata di chiusura della festa del Pd al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI).

Nel suo mirino, primo tra tutti, Silvio Berlusconi, le sue vicende giudiziarie e la credibilità che, secondo il sindaco di Firenze, è ormai completamente venuta meno.

Ma non risparmia neppure critiche per il proprio partito, attaccando ironicamente la figura di Bersani: nel futuro congresso del Pd, spiega “dovremo essere bravi noi a parlare di proposte concrete e sarà facile perché Gianni Cuperlo é una persona seria e anche Pippo Civati. L’ultima volta abbiamo perso le elezioni mettendoci a disquisire di giaguari e di tacchini. Questo ci ha costretto alle larghe intese. Voglio un Pd che sappia comunicare e comunicare bene, altrimenti si perde. Basta dire che comunicazione é una parolaccia, certo non può  sostituirsi a concretezza ma se non sei in grado di raccontare una storia condivisa non vinci elezioni“.

Se c’è qualcuno che vuole salire sul carro per convenienza – ha proseguito Renzi riferendosi all’appoggio offertogli da esponenti del Pd che prima gli erano ostili -, sappia che noi siamo pronti a farlo scendere prima che possa ottenere qualcosa. Non mi preoccupano gli  endorsement né dei vecchi né dei nuovi amici, mi preoccupa che il Pd sia consapevole del casino in cui siamo. Qui fuori c’è un banchetto del Pdl che dice ‘amici del Pd venite a firmare che siamo al governo assieme’. Questo governo delle larghe intese, diciamolo, non é propriamente una cosa che ci fa fare i salti di gioia, bisogna fare una legge elettorale come si deve, chiara che faccia capire subito chi ha vinto”.

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