Il colloquio tra Matteo Renzi e Giorgio Napolitano è durato un’ora e mezzo. Al Quirinale il premier ha fatto il punto sula questione delle riforme che a causa della campagna elettorale sono ferme.

Non si sa molto degli argomenti del vertice con il capo dello Stato e del governo. A Palazzo Chigi il presidente del Consiglio ha comunque detto ai suoi: “L’orizzonte dell’azione di governo è fino al 2018. Abbiamo davvero troppo da fare, troppo da cambiare per lasciarci distrarre da chi vorrebbe che non cambiasse mai nulla in questo paese”.

Sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulle riforme elettorali ha detto, “Sono fibrillazioni elettorali. Io sono tranquillo: siamo un passo dal chiudere positivamente la partita delle riforme”.

Per il presidente del Consiglio il primo obbiettivo è mettere in sicurezza il Senato delle Autonomie e zittire il dissenso interno al Partito Democratico anche se il premier apre a modifiche. Da lunedì Renzi inizierà a parlare con tutti gli esponenti del suo partito in primis Finocchiaro (ricevuta nei giorni scorsi dal presidente napolitano) e Luigi Zanda poi presenterà mercoledì il testo base in commissione.