Matteo Renzi sogna, con coraggio e con la voglia di fare di un giovane rampante. Spogliatosi dell’etichetta di Sindaco di Firenze, il Premier incaricato ha tenuto il suo discorso programmatico, in vista della fiducia che dovrebbe arrivare nel pomeriggio. Prima scuola e riforme, poi debiti della pubblica amministrazione, fondi per le piccole imprese e riduzione del cuneo fiscale: “Questo è il tempo del coraggio, che non esclude nessuno e non lascia alibi a nessuno – le sue prime parole – noi chiediamo fiducia perché pensiamo che l’Italia ha una necessità urgente di e uscire dalla crisi. Arrivare al 2018 ha un senso solo se avvertiamo l’urgenza di un cambiamento radicale. Vorrei essere l’ultimo presidente del Consiglio che si trova su questi banchi a chiedere la fiducia”.

Poi Renzi prosegue: “Nel paese c’è forte l’idea che l’Italia ha già giocato le sue carte e che sia una nazione finita – ha evidenziato -. Ma c’è là fuori un’Italia che invece è davanti a noi e dobbiamo agganciarla. Non deve essere solo un’occasione per fare nomine. A volte si considera l’Europa come la madre dei nostri problemi. Per me e per il mio partito non è così. Nella tradizione europeista sta la parte migliore della nostra società”. Renzi è stato interrotto nel suo discorso dal Movimento Cinque Stelle, anche se poi il problema è rientrato quasi subito. Dalle 16 previsti gli interventi dei gruppi parlamentari; in serata, verso le 22, la prima chiamata per la fiducia.

LEGGI ANCHE

Ministri governo Renzi: la prima grana arriva da Federica Guidi

Ministri governo Renzi: l’esecutivo più giovane e rosa della storia

Nuovo Governo Renzi: primi contrasti sulle tasse