Lui vuole andare di corsa, gli altri lo frenano e lo costringono alle ore piccole. Un assaggio di quello che lo attende. Il Senato ha sì dato la fiducia al Governo di Matteo Renzi, ma ha dovuto impiegare circa 11 ore. La seduta è cominciata alle 14 del 24 febbraio e si è conclusa alle 0.44 del 25 febbraio. La discussione infinita e le procedure bizantine di voto (ogni senatore deve recarsi al banco della presidenza per comunicare il voto) hanno lasciato ancora una volta il segno.

Su 309 senatori presenti e una maggioranza richiesta di 155 voti, l’aula di Palazzo Madama (foto by InfoPhoto) ha espresso 169 sì all’Esecutivo dell’ex sindaco di Firenze contro 139 no. Il presidente Pietro Grasso non ha votato.

Nel dettaglio, i voti favorevoli sono 107 del Partito democratico, 31 del Nuovo centrodestra, 11 di Per l’Italia, 11 del gruppo Autonomie, 8 di Scelta civica, 1 di Gal. Una maggioranza non certo solida, addirittura quattro voti in meno di quelli che ebbe Enrico Letta.

Martedì 25 febbraio si replica alla Camera. L’inizio della seduta è fissato alle 10. Il premier Renzi replicherà (o improvviserà) il discorso tenuto il giorno prima.