Il governo Renzi sul tema della scuola non vuole ricorrere al decreto legge. L’annuncio è arrivato direttamente da Matteo Renzi, per dare un messaggio al Parlamento e coinvolgere anche le opposizioni – l’idea è quella di seguire lo spirito delle dichiarazioni fatte recentemente dal Presidente della Repubblica.

In un unico disegno di legge dovrebbero quindi confluire anche le misure che in un primo tempo avrebbero dovuto far parte di un decreto legge, come il pacchetto di assunzioni previste: i 180.000 ingressi – che comprendono anche i 60.000 del futuro concorso per insegnanti – che per alcune materie (si parla in particolare di matematica e fisica) dovrebbe attingere anche dalle graduatorie di istituto, secondo una corsia preferenziale al concorso che dovrebbe essere bandito nel mese di ottobre.

Resta da capire come verrà risolto il problema dei supplenti che hanno più di 36 mesi di servizio su posto vacante. Si tratta di recepire una sentenza della Corte di Giustizia europea, e sul tema si pensava di risolvere il problema con qualche indennizzo, che dovrebbe riguardare poche migliaia di supplenti – secondo il Miur, che fa stime diverse da quelle dei sindacati.

Un altro capitolo su cui si aspetta il testo definitivo riguarda le scuole paritarie. Sul tema è facile aspettarsi polemiche. A quanto sembra l’idea sarebbe quella di proporre una detrazione fiscale alle famiglie che iscrivono i propri figli a scuole paritarie. Altro tema caldo riguarda gli aumenti stipendiali dei docenti: per il 70% dovrebbero essere legati al merito e per il restante 30% all’anzianità di servizio.

Un altro tema caldo è quello del cosiddetto piano banda larga. Al suo interno il governo non intende inserire delle norme che impongano termini per il passaggio dal rame alla fibra o “arbitrati spegnimenti della rete” – la citazione è del sottosegretario alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli.

Secondo il governo si tratterà di un piano immaginato “per stimolare gli investimenti, non il contrario“. Giustamente il governo lascerebbe agli operatori del settore la scelta delle tecnologie con cui raggiungere gli obiettivi. Anche perché non si sa cosa potrà portarci domani la tecnologia: ci sono innovazioni come la VDSL (Very High-speed Digital Subscriber Line), una tecnologia che consente di raggiungere fino a 30 Mbps sul doppino telefonico di rame.