Salutato il dimissionario David Cameron c’è un nuovo inquilino a Downing Street, il punto nevralgico della politica della Gran Bretagna: si tratta di Theresa May, ex ministro dell’Interno del precedente governo.

I due politici si sono incrociati a Buckingham Palace, dove sono stati ricevuti in due momenti diversi dalla Regina Elisabetta II, con compiti evidentemente opposti. La May ha dunque ricevuto l’incarico di formare il primo governo dopo il mutamento epocale apportato dalla Brexit.

Dal suo primo discorso affrontato davanti al numero 10 di Downing Street, dove risiederà insieme al marito, sembra essere chiaro che verrà seguito un percorso all’insegna della continuità: “Succedo a un grande premier il cui vero lascito è nell’ambito della giustizia sociale. Seguirò il percorso tracciato da questo modello moderno ed efficace. Il mio governo sarà guidato dai bisogni del cittadino britannico medio, non da quelli di pochi privilegiati. Andremo ad affrontare il tema delle tasse e farò di tutto affinché i cittadini del Regno Unito abbiano più controllo sulle proprie vite.”

Inevitabilmente è stato toccato anche lo scottante tema della Brexit e del destino della composizione Regno Unito, che mai come prima sembra essere traballante: “Fatemi ricordare una cosa importante: Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord, Galles. Il Regno Unito non è soltanto un’unione di nazioni, ma un’unione di cittadini. Guiderò il governo di una nazione, per rendere la Gran Bretagna un Paese al servizio di tutti. Questa sarà la missione del mio governo. La Gran Bretagna avrà un ruolo nuovo, audace e positivo, al di fuori dall’Ue“.

Gran Bretagna, le nomine dei ministri: Johnson agli Esteri

A sorpresa sono già state fatte le prime nomine dei ministri. Tra le novità più eclatanti c’è quella rappresentata dal ruolo di Boris Johnson, cui è stato affidato il ministero degli Esteri: ex sindaco di Londra e alfiere della campagna pro-Brexit, Johnson è stato duramente criticato in questi giorni per essersi eclissato dopo la vittoria del referendum e aver di fatto rifiutato l’incarico da premier.

Sarà lui a dover caricarsi sulle spalle il fondamentale compito di avviare i negoziati con l’Unione Europea che porteranno agli accordi che regoleranno i legami tra i due complessi di nazioni.

Le altre nomine comprendono David Davis quale nuovo segretario di Stato per l’uscita dall’Unione europea, funzione nata subito dopo l’implementazione della Brexit; l’euroscettico Liam Fox diventa il nuovo ministro per il Commercio estero,Amber Rudd, dall’Energia passa all’Interno, mentre Michael Fallons viene confermato alla Difesa; un a altro euroscettico quale Philip Hammond è stato infine assegnato il Tesoro.

Le altre nomine arriveranno tra oggi e domani, con previsioni che parlano di almeno metà dei seggi del governo affidati a donne, e già il prossimo martedì ci sarà la prima riunione di gabinetto.