Oggi, 24 maggio, l’Italia celebra il centesimo anniversario della sua entrata nella Grande Guerra (ci si riferisce alla Prima Guerra Mondiale del 1914/1918, a cui l’Italia partecipò a partire dal 1915). Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha già deposto una corona davanti all’Altare della Patria a Roma e alle ore 15 sarà osservato un minuto di silenzio. Quest’ultimo sarà scandito con una salva d’onore sparata da militari in armi presso i monumenti ai caduti di ventiquattro città italiane. A Roma la salva d’onore sarà sparata dal cannone che si trova al Gianicolo.

Grande Guerra: le celebrazioni

In occasione di questo giorno sono previste manifestazioni su tutto il territorio nazionale. A parte il minuto di silenzio che sarà osservato a partire dalle ore 15, musei e luoghi storici saranno aperti al pubblico, che potrà dunque visitarli. Come ha ricordato anche il governo, in una nota ufficiale, le celebrazioni per l’entrata dell’Italia nella Grande Guerra sono un modo per ricordare il sacrificio compiuto da oltre 650 mila militari – che hanno perso la vita nel corso delle battaglie – e di circa 600 mila vittime civili.

Grande Guerra: il minuto di silenzio

Alle ore 15 l’intero Paese si fermerà per un minuto di silenzio: sarà l’occasione per commemorare tutti coloro che nel corso della Grande Guerra hanno sacrificato la propria vita per l’Italia, siano stati essi militari oppure civili. Il minuto di silenzio sarà osservato dalle istituzioni, dalla società civili e dal mondo dello sport (il minuto di silenzio sarà osservato prima dell’inizio delle partite). L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ha reso noto che il minuto di silenzio sarà rispettato anche negli aeroporti nazionali.

Coinvolte nelle celebrazioni per l’entrata dell’Italia nella Grande Guerra le scuole primarie di tutta Italia: gli studenti porteranno ai piedi dei monumenti o degli altri mausolei sparsi su tutto il territorio una stella alpina realizzata con la carta, il simbolo della Grande Guerra che si è combattuta sulle montagne.