Chiusura delle banche e della borsa di Atene, controlli serrati sulla circolazione dei capitali: sono le misure introdotte dalla Grecia dopo aver abbandonato il tavolo delle trattative con i creditori dell’Unione Europea.

Ritenuto impossibile accettare le condizioni poste per poter ottenere i fondi per allontanare lo spettro del fallimento, il premier greco Alexis Tsipras ha annunciato di voler indire un referendum chiedere direttamente al popolo ellenico quale decisione prendere in merito all’accordo avanzato dalla troika composta da Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea.

La tensione derivante dall’ipotesi di un default a fine mese, e l’insicurezza per l’uscita dalla moneta unica hanno provocato un nuovo assalto agli sportelli bancomat da parte dei risparmiatori, che nelle ultime ore hanno cercato di prelevare più denaro possibile dai loro fondi: si calcola infatti che siano stati ritirati circa 1,3 miliardo di euro nell’intero fine settimana.

Per questo motivo, allo scopo di evitare il fallimento immediato degli istituti di credito, il governo greco ha deciso di chiudere le banche per sei giorni lavorativi – quindi fino a lunedì 6 luglio, giorno successivo al referendum – e apporre un tetto di 60 euro di prelievo massimo quotidiano (misura che non verrà applicata a stranieri e a coloro che sono in possesso di carte di credito di banche non greche, oltre che ovviamente al ritiro delle pensioni).

In più ogni contrattazione finanziaria è stata bloccata con la chiusura della borsa di Atene, come riferito in apertura. Una mossa che ha fatto schizzare lo spread (il differenziale di rendimento tra i Bund tedeschi e i Btp italiani) a 197 punti – venerdì era a 123 – con pesanti ricadute anche sullo spread spagnolo e la borsa giapponese e in generale quelle della zona asiatica, in attesa della riapertura di quelle europee.

A chiedere la chiusura di banca e borsa è stata la banca centrale ellenica, come riferito da Tsipras, il quale ha cercato di calmare la popolazione assicurando che i depositi dei cittadini greci sono al sicuro. Il premier ricorda come il tutto sia nelle mani dei partner europei, in grado di ripristinare la liquidità anche subito, e ha invitato i suoi cittadini a tenere duro: “In queste ore critiche l’unica cosa da temere è la paura stessa. Le recenti decisioni di Bce ed Eurogruppo hanno un solo scopo: tentare di soffocare la volontà del popolo greco. Non ci riusciranno: accadrà l’esatto contrario. Il popolo greco resisterà con maggiore caparbietà”.