Era inevitabile, e rispettando tutte le aspettative del caso quest’oggi i mercati hanno reagito decisamente male all’annuncio di Alexis Tsipras, premier della Grecia, di indire un referendum per chiedere al popolo se accettare o meno le dure condizioni poste dalla troika allo scopo di evitare il default del Paese.

Lo stato ellenico ha dovuto chiudere le banche e la Borsa e limitare pesantemente i prelievi dei cittadini, ma l’effetto della notizia di un’eventuale fuoriuscita della Grecia dall’Unione Europea ha sconquassato pesantemente le Borse internazionali.

Le prime a risentire del clima di incertezza sono state le Borse asiatiche: l’indice Nikkei giapponese ha fatto registrare un forte segno negativo del -2,9%, con una perdita di 600 punti, ovvero il secondo peggior risultato del 2015; giornata nera anche per la Cina, con Shanghai e Shenzhen rispettivamente a -3,34% e – 6,06%.

Durante la giornata la discesa in picchiata ha coinvolto anche i mercati europei, quelli direttamente colpiti dalla crisi della Grecia: Milano è partita con un -2,03%, per poi sprofondare al -4,93%, per poi riprendersi a 3,80%. Male anche le altre piazze con Zurigo al -3%, Londra a -2%, Madrid a -5,25%, Lisbona al 5%, Francoforte al -3,74%, Parigi al -4,5%: queste ultime due hanno poi avuto moti di ripresa che le hanno portate rispettivamente a perdere il 3,31% e il 3,17%.

Ripercussioni negativa anche per la moneta europea, con l’euro che ha ceduto punti importanti a dollaro (1,4%), yen (2,5%) e sterlina (1,23%).

Questa mattina lo spread tra Bund della Germania e Btp italiani è schizzato alle stelle, per poi assestarsi su livelli meno preoccupanti: il differenziale era infatti partito a 197 punti (contro i 123 su cui si era chiusa la giornata di venerdì), ma nel corso di contrattazioni successive si è arrivati a quota 148, con una crescita relativamente bassa di 25 punti.

Dalla Bank of America Merrill Lynch arrivano previsioni preoccupanti ma anche l’ipotesi di un sostegno finanziario da parte dell’Unione Europa: il referendum chiesto da Tsipras e un’eventuale uscita dall’Europa della Grecia provocherà crolli per “l’euro, i tassi di interesse dei Paesi periferici e in generale tutte le attività rischiose come azioni e commodity. Ci si aspetti tuttavia anche una forte risposta dalle istituzioni dell’area euro se dovranno affrontare il rischio contagio”.