Approvato nella notte il piano di accordo con i creditori proposto dal premier Alexis Tsipras. Il Parlamento greco, riunitosi a partire dalle 19 di ieri, ora locale, per discutere e votare l’ultimo piano presentato nella notte da Tsipras ai creditori, ha votato alle 2:30 della notte tra venerdì e sabato una mozione che permette alle proposte di riforme del governo Tsipras di essere usate come base per negoziati con i creditori internazionali (Ue, Bce e Fmi).

“Non sto svendendo la Grecia” ha assicurato Tsipras. ”Misure dolorose e lontane dalle promesse della campagna elettorale, ma è il meglio che si potesse fare”, queste le parole del premier della Grecia “Ora il governo ha un forte mandato a trattare con i creditori”. A favore della mozione hanno votato 251 deputati su 300, 32 i “no” e otto le astensioni, tutte appartenenti al partito del premier. Inoltre 17 deputati di Syriza su 149 hanno manifestato il proprio dissenso tra i quali figuravano l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, il presidente dell’assemblea Zoe Constantopoulou e il ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis. Contro la mozione hanno votato compatti anche i 13 deputati della destra nazionalista di Anel, guidata da Panos Kammenos, che fa parte della maggioranza di governo.

Il piano di Tsipras contiene alcune misure che, a detta del premier, si configurano come “le migliori possibili”, sicuramente “migliori di quelle presentate come ultimatum”. Per ricucire lo strappo con i dissidenti di Syriza, dopo aver riconosciuto e ribadito alcuni errori commessi durante il corso dei sei mesi di trattativa, Tsipras ha difeso strenuamente il suo pacchetto di riforme: “Non ho chiesto un ‘no’ al referendum per uscire dall’euro ma per rafforzare i negoziati. Ho fatto quanto umanamente possibile in difficili circostanze. Abbiamo raggiunto la soglia limite, da questo momento in poi davanti a noi si estende un campo minato”.