La vittoria del no al referendum in Grecia sta avendo in queste ore effetti anche sulla politica italiana. A esultare per il risultato sono le opposizioni, da Matteo Salvini che invita Matteo Renzi a prendere atto della scelta del popolo greco, a Beppe Grillo che spera presto possa esserci un referendum del genere anche in Italia.

Tra i primi a commentare con soddisfazione lo spoglio dei risultati del referendum in Grecia, che ha visto la vittoria del no con il 61,3% contro il 38,7 dei sì, c’è stato Salvini. Il leader della Lega Nord, mentre lo scrutinio dei voti era ancora in corso, ha affermato: “A prescindere dal risultato, l’Europa deve cambiare trattati e moneta. Se, come sembra, il no ha vinto, è uno schiaffone agli europirla che ci hanno portato alla fame. […] Se Renzi non ne prende atto è un folle”.

Contenta del netto trionfo dei no nel referendum in Grecia anche Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia: “Quello dei greci è un voto eroico: uno schiaffo all’egoismo di Angela Merkel e alla fallimentare gestione della Unione Europea. I popoli europei cominciano a smascherare la grande menzogna dei tecnocrati di Bruxelles”.

Molto soddisfatto anche Beppe Grillo, che ieri era volato in Grecia per supportare il no, e spera di portare un referendum sull’euro anche in Italia: “È un risultato straordinario, perché è un cambiamento di visuale del mondo. Il referendum sull’euro in Italia? Certo che si può fare, noi l’abbiamo chiesto. Ma qui c’è una Costituzione diversa, che andrebbe un po’ modificata come è stato fatto nell’89. Non è impossibile. Però il senso è che si sta decidendo qualcosa di geopolitica, che non ha niente a che vedere con la finanza e con l’economia”.

Grillo aggiunge inoltre: “Chiediamo se il popolo italiano è a favore o no di restare nell’euro. L’euro è un’illusione. Decrescita felice e impoverimento? Ma perché c’è questo terrorismo? Guardate che una forma di contro-democrazia è la vostra informazione e quella fatta in Grecia, per il terrore che è stato indotto nelle persone. Ma in Grecia la gente non ci è cascata ed è andata a votare quello che sentiva di votare. Anche i media italiani dicono che uscire dall’euro è una disgrazia, quando Krugman e altri premi Nobel dicono di farlo il prima possibile. E sarà di una facilità estrema: soffriremo tutti insieme un annetto, un annetto e mezzo al massimo. Ora il popolo greco ha un futuro con prospettive dopo un periodo di disagio, che c’è anche ora, solo che adesso c’è disagio con speranza”.

Più cauto invece Giuseppe Civati, che da poco ha lasciato il Pd e fondato il nuovo movimento Possibile: “Nessun particolare festeggiamento, perché al popolo greco dovrà rispondere l’Europa, e dovranno entrare in campo forze di progresso”. A questo punto si attende un commento anche da parte di Matteo Renzi, che dopo la vittoria del no in Grecia ha convocato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per discutere il da farsi.