Il parlamento greco ha votato il piano di austerity, lacrime e sangue, deciso dal governo. Tutti i partiti politici sono stati chiamati a votarlo tutti i partiti, non solo il partito socialista di maggioranza Pasok.

Il programma era indispensabile per evitare la bancarotta consentendo di avere nuovi aiuti dall’Unione Europea. Se non fosse stato deliberato si sarebbe profilato il concreto rischio di fallimento per la Grecia. Il programma economico voluto dall’esecutivo del primo ministro George Papandreu con l’Unione europea e l’Fmi ha ottenuto 155 voti su 300. Tale era maggioranza necessaria per varare il nuovo provvedimento da 78 miliardi di euro, fondamentale per sbloccare la nuova tranche di aiuti alla Grecia.

Il programma tuttavia ha suscitato anche fortissime critiche le divergenze all’interno dello stesso partito di maggioranza relativa Pasok. Era certo che i partiti dell’opposizione avrebbero votato contro. Come Antonis Samaras, il leader di Nea Dimocratia, il principale partito d’opposizione di centro destra, intervenendo in Parlamento ha dichiarato fallimentare la politica del governo

Mentre prosegue per la seconda giornata lo sciopero generale di 48 ore proclamato dai maggiori sindacati del Paese, sulla piazza Syntagma. Infatti gli scontri fra manifestanti e polizia sono proseguiti fino alle prime ore dell’alba. Il bilancio degli scontri secondo la polizia è stato di 270 civili e 37 agenti feriti, mentre i fermati sono stati 22 e gli arresti 15.