Matteo Renzi sostiene che l’Italia non è a rischio contagio nel caso di un default greco. Mentre si avvicina il referendum con cui i greci decideranno se approvare o meno i provvedimenti di austerità proposti dall’Europa, il premier italiano ci tiene a precisare che la nostra situazione è differente. Anche per merito dei provvedimenti presi dal suo governo.

In una nuova intervista concessa a Il Sole 24 ore, Matteo Renzi dichiara che l’Italia non va inserita tra i paesi a rischio, come la Spagna e il Portogallo, nel caso di un default della Grecia. All’interno di uno scenario che si fa preoccupante per tutti i paesi europei, il premier cerca quindi di rassicurare sia gli italiani, che i mercati finanziari.

Renzi ha infatti dichiarato che, rispetto a Spagna e Portogallo: “L’Italia è già fuori dalla linea del fuoco. Abbiamo iniziato un percorso coraggioso di riforme strutturali, l’economia sta tornando alla crescita e l’ombrello della Bce ci mette al riparo: tre caratteristiche che rendono questa crisi diversa da quella di quattro anni fa. La questione greca è preoccupante perché l’Europa non ha una visione politica di lungo periodo che da tempo manca. E può avere ripercussioni economiche soprattutto per i rischi di contagio con altri Paesi extraeuropei debitori del Fondo monetario internazionale. La mia preoccupazione dunque non è per ciò che potrebbe accadere all’Italia, ma per gli scenari globali di difficoltà che si potrebbero aprire”.

Riguardo all’interruzione dei negoziati tra Grecia ed Europea, Renzi sostiene che: “I negoziati li ha interrotti Varoufakis, purtroppo. Ma il problema non è su chi ha sbagliato per primo, questo non è l’asilo. Il punto è che la Grecia può ottenere condizioni diverse ma deve rispettare le regole. Altrimenti non c’è più una comunità. Scusi, noi abbiamo fatto la riforma delle pensioni: ma non è che abbiamo tolto le baby pensioni agli italiani per lasciarle ai greci eh! Noi abbiamo fatto la riforma del lavoro, ma non è che con i nostri soldi alcuni armatori greci possono continuare a non pagare le tasse. Potrei continuare. Aggiungo che se c’è il tana libera tutti sulle regole, che succede in Spagna a ottobre? E in Francia tra un anno e mezzo? Una cosa è chiedere flessibilità nel rispetto delle regole. Un’altra è pensare di essere il più furbo di tutti, essere cioè quello che le regole non le rispetta. Noi vogliamo salvare la Grecia. Ma devono volerlo anche i greci. Altrimenti non funziona”.

Matteo Renzi prova poi a spiegare il possibile scenario in caso di una vittoria del no al referendum in Grecia di domenica: “Se vincono i no, a mio giudizio, la Grecia va verso l’abbandono dell’euro. Torna alla dracma. E sarebbe un dramma innanzitutto per i greci. Ma a questo punto devono decidere loro: i leader europei rispettino il volere di Atene, senza impicciarsi. Vogliono andarsene? Deciderà il loro popolo. Democrazia è una parola inventata ad Atene: Bruxelles la deve rispettare. Dal canto loro i greci devono avere chiare le conseguenze della loro scelta”.