Come stanno andando i negoziati tra Atene ed i creditori (ovvero la Troika che ora è stata ribattezzata Brussels group)? Secondo una fonte vicina a chi si occupa del dossier sono “un disastro“. Per questo nell’Eurogruppo di lunedì prossimo è inutile attendersi un accordo. Un problema di veti incrociati che non ha un solo colpevole: c’è la responsabilità della Germania e dei falchi ma anche della Grecia, che comunque non può continuare a spendere più risorse di quelle che ha – per ora l’unica concessione che ha fatto è stata quella di togliere l’incarico di capo negoziatore al ministro delle finanze Yannis Varoufakis per darlo al più moderato economista Euclide Tzakalotos.

A breve c’è il problema del rimborso di oltre 700 milioni di euro al Fondo monetario internazionale. E’ previsto per il 12 maggio e a quanto sembra la Grecia avrebbe trovato i soldi per rispettare questa scadenza. Ma il problema è solo spostato avanti nel tempo – e di pochi gioni -, visto che a giugno sono previste diverse scadenze pesanti, per cui la Grecia dovrà trovare diversi miliardi di euro.

Non ci si può quindi stupire se continuano a circolare le ipotesi di Grexit – ovvero di uscita della Grecia dall’Euro. Su questo punta arriva l’allarme del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Secondo l’ex-primo ministro lussemburghese, se si verificasse questa ipotesi “saremmo a rischio: qualcuno, soprattutto nel mondo anglosassone, proverebbe a smontare tutta l’area dell’euro pezzo per pezzo, un po’ alla volta“.

L’instabilità della situazione finisce per produrre i suoi effetti anche sulle borse europee, ieri tutte in pesante perdita: Atene affonda del 3,85%, Milano perde il 2,63%, Madrid il 2,74%, Francoforte il 2,51% e Parigi il 2,12. Lo stallo sui negoziati influisce – e non potrebbe essere altrimenti – anche sullo spread dei titoli di stato ellenici. Siamo tornati sopra quota 1000 punti, e ovviamente quanto sta succedendo provvede anche ad aumentare lo spread sui titoli spagnoli ed italiani.