Non c’è ancora nessun accordo tra la Grecia e gli altri della zona Euro. Sette ore di riunione straordinaria dell’Eurogruppo non sono bastate, ed è tutto rimandato ad un nuovo meeting previsto per lunedì prossimo. Siamo ancora in alto mare, e lo si capisce dal fato che i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona non siano nemmeno riusciti a scrivere un comunicato congiunto.

Tutta colpa di un verbo – estendere – che i falchi volevano inserire ma che è stato rifiutato dal ministro greco Yanis Varoufakis. E così i ministri si sono esercitati nell’arte della diplomazia – ovvero nel dire il meno possibile. Per il presidente dell’Eurogruppo Jeroen DijsselbloemAbbiamo fatto progressi, ma non abbastanza per firmare un documento congiunto“, secondo il ministro delle Finanze del Lussemburgo Pierre Gramegnaci siamo accordati su un modo per andare avanti“, mentre il ministro del Tesoro italiano, Pier Carlo Padoan, ha parlato di “discussione fruttuosa, a tratti un pochino franca nei toni“.

Alla fine l’unica versione su quanto è avvenuto è quella che il ministro greco fa sapere con un comunicato che porta solo il suo nome: “abbiamo avuto una discussione molto costruttiva e dettagliata su tutte le sfaccettature della crisi greca e il modo in cui l’Eurogruppo può avviare una transizione verso una nuova fase“. E ancora
Abbiamo sentito molte, diverse opinioni interessanti e abbiamo avuto l’opportunità di presentare a tavolino le nostre idee. Ora l’Eurogruppo si riunirà tra pochi giorni, il prossimo lunedì, nella speranza che si raggiungano conclusioni che siano ottimali sia per la Grecia che per i nostri ottimi partner“.

Com’era preventivabile, i mercati non hanno apprezzato: il rendimento dei bond principali greci sale. I titoli a due anni hanno raggiunto rendimenti del 21,4%, il titolo a 5 anni rende il 16,7% e il decennale il 10,4%.