Mettersi una mano sulla coscienza. Ecco cosa dovrebbero fare i ministri della pesca dell’Ue secondo Greenpeace che ieri ha cercato di bloccare loro l’accesso ai palazzi dell’Ue a Lussemburgo.

I motivi di questa protesta risiedono tutte nelle regole previste per la pesca eccessiva.

Si tratta di un problema molto grave che in questi anni ha portato alla distruzione di alcune specie di pesci che difficilmente riusciranno a riprendersi.

Per manifestare, gli attivisti si sono presentati vestiti con la classica tuta cerata gialla e alcune delle attrezzature impiegate per la pesca, come reti e boe, principali cause di questo sfruttamento eccessivo della fauna marina.

I ministri dell’Ue in questi giorni stanno ragionando su come realizzare una politica comune della pesca e, secondo l’opinione di Greenpeace, le prime proposte non farebbero ben sperare.

Si parla infatti di riforme che non mirano ad una pesca sostenibile, tutt’altro.

Secondo quanto dichiarato da Saskia Richartz, un responsabile di Greenpeace, “i ministri hanno cucinato un piano terribile per gli oceani della terra a porte chiuse. L’accordo dovrebbe essere cestinatoe i ministri dovrebbero utilizzare i prossimi sei mesi per concordare misure ragionevoli per il recupero degli stock ittici e la riduzione della flotta da pesca”.

Rimaniamo in attesa di aggiornamenti.