Abbiamo visto nei giorni scorsi lo scontro tra Greenpeace e le aziende produttrici di tonno in scatola che non rispettano le regole per una corretta pesca sostenibile.

Tra queste c’è anche la più vendute in Italia, Bolton, con il suo Tonno Riomare.

L’azienda è stata accusata di non essere sostenibile, ma questa, di tutta risposta, ha cercato di spiegare ai suoi consumatori quale sia la situazione attuale e l’impegno per il futuro, che rendere la pesca del tonno sostenibile entro i prossimi anni.

Greenpeace però non è d’accordo e controbatte un’altra volta dichiarando che “a maggio 2011 l’azienda annuncia di utilizzare entro il 2013 nel 45% dei propri prodotti solo tonno pescato con i due metodi di pesca più sostenibili: pole e line (pesca con canna) e reti a circuizione senza Fad (sistemi di aggregazione per pesci)”. Questo significa che il restante 55% ne rimarrebbe fuori.

Greenpeace continia “abbiamo chiesto a Rio Mare di essere più chiaro, e purtroppo l’azienda non prende lo stesso impegno per il resto della sua produzione perché lascia aperta la porta al possibile utilizzo di Fad”.

Al momento più di 27 mila hanno firmato la petizione che chiede a Rio Mare di “essere sostenibile al 100%”.