Si chiama Margiris ed è il peschereccio contro il quale si sono scagliate diverse associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace, che temono forti ripercussioni sull’ecosistema marino conseguentemente al sua passaggio.

Secondo quanto spiegato da Greenpeace, la Margiris è un’imbarcazione di 142 metri di lunghezza, per 9.500 tonnellate di stazza ed è in grado di pescare attraverso l’impiego di reti larghe 200 metri e lunghe 600, questo significa che oltre ai pesci per i quali è stata pensata, l’imbarcazione, che porta bandiera australiana, rischia di portare via con sé anche esemplari di specie protette, così come delfini, foche e leoni di mare.

Greenpeace sta dunque facendo pressione sul Ministro dell’Ambiente Tony Burke al quale è stato chiesto di revocare il permesso di pesca al Margiris.

Ma il Ministro ha fatto sapere di non poter far altro che imporre severe condizioni di pesca, come la presenza di una cinepresa subacquea che potrà permettere di monitorare le attività di pesca.

Ciò che preoccupa inoltre sono le quantità di pesce che la Seafish Tasmania, che opera il peschereccio, intente pesca: 18 mila tonnellate.