Tutti ricordiamo la vicenda delle cooperanti Greta e Vanessa (Greta Ramelli e Vanessa Marzullo), le due ragazze italiane partite come volontarie per la Siria, rapite nel mese di luglio del 2014 e successivamente liberate nel gennaio di quest’anno. Ebbene, secondo quanto riferito da fonti giudiziarie di Aleppo (in Siria, quindi), per il loro rilascio sarebbe stato pagato un riscatto di ben undici milioni di euro.

Sempre secondo le citate fonti giudiziarie siriane, sembra che una delle persone coinvolte nei negoziati per la liberazione di Greta e Vanessa sia stata addirittura condannata per aver trattenuto per sé almeno la metà della cifra che sarebbe stata pagata per il rilascio delle due ragazze italiane. Si tratterebbe di Hussam Atrash, considerato uno dei signori della guerra locali e anche capo del gruppo Ansar al Islam.

La condanna nei confronti dell’uomo sarebbe stata emessa lo scorso due ottobre, dal tribunale Qasimiya del movimento Zenki che si trova nella provincia di Atareb. Hussam Atrash avrebbe avuto la propria base ad Abzimo, la stessa località in cui nel luglio del 2014 scomparvero Greta e Vanessa. L’uomo avrebbe intascato per sé cinque milioni di dollari e avrebbe lasciato gli altri sette milioni e mezzo (in totale dodici milioni e mezzo di dollari, poco più di undici milioni di euro) agli altri signori della guerra locali, truffandoli. Proprio per questa ragione Atrash sarebbe stato condannato dal tribunale.