“Per me la Presidente Boldrini deve dimettersi”, è quanto scrive sul proprio profilo Facebook il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, deputato del Movimento 5 Stelle.

Aggiungendo, “Quando si sopprimono i diritti dell’opposizione, il conflitto, dal dibattito parlamentare che si svolge a norma di regolamento, si trasferisce fuori dal Parlamento. Quando togli all’opposizione gli strumenti per discutere democraticamente, aumenta l’aggressivita’ in aula. E la responsabilita’ e’ del Presidente (Boldrini) che ha strozzato il dibattito parlamentare. E della maggioranza che gliel’ha chiesto.  Questo comportamento e’ pericoloso per il Paese. Mentre tutto questo avveniva, la maggioranza cantava “Bella Ciao”. Roba da far girare nella tomba i nostri padri della Resistenza. Lo andassero a spiegare a loro che hanno regalato 7 miliardi alle banche”, conclude l’esponente Movimento 5 Stelle.

Un attacco duro contro Laura Boldrini, la presidente della Camera che tutti gli esperti di politica dicono che è stata eletta per il terzo scranno più importante della nostra Repubblica perché capace di dialogare con il Movimento di Beppe Grillo. Invece nulla, la “Ghigliottina” applicata ieri ha fatto precipitare la situazione già compromessa nei giorni scorsi. (foto by InfoPhoto)

La “Ghigliottina” è un provvedimento che consiste nel porre fine all’ostruzionismo nei confronti di un provvedimento, ponendolo direttamente in votazione.

Un provvedimento del genere non è mai stato applicato  e per questo è scoppiata la bagarre nell’Aula della Camera durante il voto finale sul dl Imu-Bankitalia. A votazione aperta i deputati M5S si sono immolati sul banco del governo, hanno occupato le poltrone ministeriali e hanno cominciato a fischiare con fischietti, alcuni erano imbavagliati e altri hanno sventolato il tricolore. Poi è scoppiata la rissa.

Alcuni commessi di Montecitorio hanno dovuto ricorrere alle cure dell’infermeria dopo le violenze in Aula. “Una violenza così non l’ho vista in 30 anni”, racconta uno dei più anziani assistenti parlamentari, da sempre in Aula.