UPDATE 17.17: la presidente della Camera Laura Boldrini ha ribadito in una nota: “E’ pericoloso che si ricorra alla violenza ogni volta in cui non si è d’accordo. E’ inaccettabile che anche oggi i deputati M5S vogliano bloccare la Camera. Nessuna divergenza politica può legittimare atti totalmente estranei alla pratica democratica“.

Il day-after è quasi peggio del giorno prima. La furibonda protesta del M5S, iniziata nella giornata di mercoledì in seguito alla “ghigliottina” applicata dalla presidente della Camera Laura Boldrini (foto by InfoPhoto) sul decreto Imu-Bankitalia, è proseguita anche quest’oggi con asprezza perfino maggiore: dalla richiesta di impeachment presentata dai grillini nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all’occupazione del quarto piano di Montecitorio (dove avrebbe dovuto tenersi la seduta della Commissione Giustizia) sempre da parte dei Cinque Stelle, allo sbarramento degli uffici della Boldrini fino alle querele che piovono sulla testa del deputato grillino Massimo De Rosa. In mezzo tanti insulti, accuse, recriminazioni-

Si inizia di buon mattino, alle 8.30: il deputato M5S Vittorio Ferraresi annuncia di voler impedire la seduta della Commissione Giustizia, previsa per quell’ora, fino alle dimissioni di Laura Boldrini e del questore Stefano Dambruoso, deputato di Scelta Civica, accusato di aver preso a sberle la deputata pentastellata Loredana Lupo (gesto per il quale oggi ha chiesto scusa). E mentre la presidente della Commissione Donatella Ferranti (Pd) viene scortata dai commessi di Montecitorio e le sue colleghe Alessia Morani e Alessandra Moretti accusano i grillini di ostruzionismo su Twitter (spalleggiate da Matteo Renzi), questi ultimi lamentano l’esistenza di uno “stato di polizia”.

La tensione si sposta in Commissione Affari Costituzionali, dove i parlamentari Cinque Stelle hanno bloccato in aula gli esponenti delle altre forze politiche, impedendo loro di uscire dopo la votazione sull’Italicum. Anche qui non sono mancate spinte, urla e accuse reciproche: i grillini urlano alle presunte irregolarità nella procedura di discussione e voto, e a loro volta vengono accusati di utilizzare metodi “indegni di un paese democtratico” (Michele Bordo del Pd). E non c’è pace nemmeno in sala stampa: Roberto Speranza, capogruppo del Partito Democratico, non può parlare ai giornalisti perché gli viene fisicamente impedito da alcuni deputati grillini, tra cui Alessandro Di Battista. Nel pomeriggio, la Federazione nazionale della stampa italiana attaccherà duramente il M5S: “Inimmaginabile, inconcepibile, che in un luogo dedicato al confronto delle voci del paese, ci sia chi voglia impedirlo. E’ un fatto di intolleranza molto grave

Alle 9.30, come annunciato dal capogruppo al Senato del M5S Maurizio Santangelo, è stata depositata la richiesta di impeachment di Giorgio Napolitano. Tra le varie accuse rivolte al capo dello Stato: il mancato rinvio alle Camere di alcune leggi ritenute incostituzionali, l’abuso del potere di grazia, le interferenze nel processo sulla trattativa Stato-mafia, la trasformazione dell’ordinamento italiano da governo parlamentare a governo presidenziale. Napolitano ha commentato con un laconico “l’accusa faccia il suo corso“.

Quindi inizia la seduta in Aula, senza la partecipazione del M5S (a parte tre deputati): scelta subito ribattezzata “Aventino del M5S”. La Boldrini attacca: “Ieri abbiamo assistito a comportamenti ed episodi gravissimi, del tutto estranei a ogni cultura istituzionale e a ogni forma democratica”. Applausi da tutta l’Aula. E’ il turno di Loredana Lupo, uno dei tre Cinque Stelle presenti, che chiede alla presidente di “impedire la partecipazione ai lavori parlamentari” di Dambruoso, reo di averla schiaffeggiata. Laura Boldrini annuncia che è stata aperta un’istruttoria in merito. Per la Lupo arriva la solidarietà di Sel, tramite Titti Di Salvo, che tuttavia bacchetta i M5S per le metodologie di protesta adottate in questi giorni: sulla stessa linea anche Scelta Civica (“l’ostruzionismo non diventi distruzionismo“, Mariano Rabino) e, naturalmente, il Partito Democratico. Speranza non difende solo la Boldrini ma anche Napolitano (“attaccarlo significa attaccare la democrazia“). Anche Renato Brunetta di Forza Italia difende la presidente della Camera e censura “la violenza fisica” esercitata dai Cinque Stelle, ma al contempo si mostra critico nei confronti dell’utilizzo della “ghigliottina” (peraltro, addossandone la responsabilità al governo Letta più che alla Boldrini stessa). Siccome ci si annoia, ci pensa Angelo Cera dell’UDC ad aggiungere un po’ di peperoncino, invitando le “esagitate parlamentari del M5S” a trovarsi un fidanzato, generando le ovvie proteste di Gea Schirò (Per l’Italia) e Pia Locatelli (Psi).

Poco dopo le 11.30, la democratica Alessandra Moretti annuncia su Twitter di aver sporto querela, lei e altre 13 colleghe, nei confronti del deputato Cinque Stelle Felice De Rosa, che ieri sera in Commissione Giustizia aveva attribuito la loro presenza in quella sede alla loro abilità nel “fare pompini“. De Rosa si è scusato per la parolaccia ma ha specificato di averla rivolta a tutti e non in particolare alla parte femminile del Pd (sarà contenta la parte maschile). A questo proposito, Beppe Grillo ha annunciato una sorta di indagine interna per ricostruire l’accaduto. Già che c’era, ha aggiunto altri due giornalisti nella black list: a ‘sto giro, l’onore è toccato a Francesco Merlo di Repubblica e Pierluigi Battista del Corsera.