È uno dei temi più caldi del momento, negli ambienti della politica italiana e non solo. Il figlio che il leader di Sel Nichi Vendola e il compagno italo-canadese Eddy Testa hanno avuto negli Stati Uniti ricorrendo alla maternità surrogata sta scatenando un sacco di polemiche, in cui adesso si è inserito anche Beppe Grillo.

Dopo la reazione contraria da parte di Matteo Salvini, di alcune testate e di alcune persone in rete, Vendola ha replicato dicendo: “Questo bambino è figlio di una bellissima storia d’amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita. Quelli che insultano e bestemmiano nei bassifondi della politica e dei social network mi ricordano quel verso che dice: “Ognuno dal proprio cuor l’altro misura” (anche se capisco che citare Dante non faccia audience)”.

Nel dibattito è ora entrato pure Beppe Grillo, che si è domandato: “È veramente possibile che si blateri di amore e diritti intimi pensando a Vendola proprio mentre stiamo dimenticando chi ha messo al mondo noi? Mi riferisco a quelli che chiamiamo anziani, quelli che stiamo dichiarando inutili senza neppure più arrossire!”.

Nella sua lettera mandata al Corriere della Sera e intitolata “Perché mi spaventa l’idea di un sentimento low cost”, Grillo scrive: “Quanto è lontano Nichi Vendola da quello che sta succedendo nel mondo reale per permettersi di comportarsi con una majorette che rotea strane mazze colorate guidando un corteo di pareri in svendita. C’è qualcosa del concetto di utero in affitto che mi spaventa. E non ha nulla a che fare con l’omosessualità oppure l’eterosessualità; mi spaventa la logica del ‘lo facciamo perché è possibile’: un po’ com’è diventato facile attaccare tutto alla bolletta della luce”.

Beppe Grillo rincara poi la dose, aggiungendo: “Le questioni etiche nel periodo del low cost possono assumere degli aspetti paradossali, al limite del ridicolo… Scusate del tragico. “[…] è curioso come il prezzo delle creature viventi possa diventare così basso, e trattabile, proprio quando è altissimo il pericolo di sconvolgimenti irreparabili dello stato sociale e morale di un popolo. Proprio le creature viventi, e tutto ciò che le garantisce in vita, mi sembra non abbiano più un valore percepito”.

Grillo sostiene quindi: “Peggio vanno le cose e più sono le nullità che scorrono sugli schermi utilizzando le parole amore, felicità, dignità umana… come se anche queste stessero subendo una sorta di inflazione. Mentre confondiamo l’economia con la finanza ancora peggio ci comportiamo, anche nel nostro intimo, quando confondiamo quelli che adesso mi permetto di chiamare diritti intimi! Come la paternità, la maternità e l’amore”.