Il giudice Elena Ricci ha depositato le motivazioni della sentenza con cui lo scorso marzo ha condannato in primo grado Beppe Grillo a quattro mesi di carcere (e cento euro di multa) per aver violato i sigilli della baita abusiva in Valle Clarea; questa costruzione è stata eretta dai No Tav proprio nel cantiere, e ne è diventata il simbolo. Il fatto accadde il 5 dicembre 2010.

Il giudice scrive che il fondatore del Movimento 5 stelleSi mostrò sprezzante degli avvertimenti” ricevuti dal comandante della compagnia dei Carabinieri di Susa, il capitano Stefano Mazzanti, il quale aveva espressamente detto a Grillo e agli altri insieme a lui che oltrepassare il nastro di delimitazione avrebbe costituito un reato.

Oltre a Grillo erano state condannate altre dieci persone con sentenze massime fino a nove mesi. Assolti altri dieci imputati. L’episodio era parte di una manifestazione dei No Tav, della quale Grillo si era messo alla testa. Fra i condannati anche il leader di quel movimento, Alberto Perino, quattro mesi anche per lui.