“Nessuna slide propagandistica può nascondere la verità sostanziale: il Paese è fermo, è ufficialmente in recessione tecnica. L’Istat ha appena diramato il dato sulla (non) crescita dell’economia del secondo trimestre: il Pil fa segnare un -0,2% (-0,3 su base annua). Dunque, siamo al palo. L’Italia è in recessione”, sul suo blog Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle, non si lascia sfuggire un commento sulla pessima situazione economica dell’Italia e le responsabilità politiche.

In una giornata quella di ieri dove la notizia dell’Istat del Pil ha fatto chiudere Piazza Affari in negativo, bruciando 12,8 miliardi di euro, e facendo tornare in tensione lo spread, che risale sopra 170 puntI, Grillo attacca: “In queste ore le pressioni politiche sui vertici dell’Istituto di statistica si sono infittite. E pensare che quando, in primavera, Renzi e il ministro dell’Economia Padoan previdero una crescita a +0,8% a fine 2014, aggiunsero che si trattava di una stima prudenziale. Oggi quel tasso di avanzamento del Pil è addirittura una chimera”.

Non solo Grillo, anche il responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta, attacca l’esecutivo e il premier Renzi: “Non solo possiamo definitivamente abbandonare l’illusione del +0,8% contenuto nel Def di Renzi, ma diventa sempre più realistico pensare che la crescita del Pil sarà negativa anche nel 2014. Con quel che ne consegue in termini di trascinamento sul 2015, di tasso di disoccupazione, di rapporto deficit/Pil e di pareggio strutturale di bilancio”, l’esponende del partito di Silvio Berlusconi paventa anche il pericolo europeo, di una nuova manovra o l’arrivo della Troika: “Questa situazione potrebbe determinare alternativamente: l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese; la necessita’ di una manovra correttiva a ottobre tra 25 e 30 miliardi; l’arrivo, come 2 anni fa, di una lettera da parte della Banca centrale europea; il commissariamento da parte della Troika. Ipotesi tutte tristemente in campo”.

Per Brunetta dopo la denuncia del commissario Cottarelli sui non risultati della Spending review e dopo i dati Istat di oggi è necessario l’intervento in Aula “Entro venerdì“, del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sullo stato dei conti pubblici italiani e sulle misure che il governo intende adottare per far fronte a una situazione economia “così gravemente compromessa”.

Stesso tono anche per il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che su Facebook scrive: “Verrebbe da pensare che Renzi capisca più di inglese che di economia. Renzi la smetta di parlare a vanvera e di affrontare questioni serissime con battute da bar, perché mentre lui dice che “la ripresa è come l’estate, prima o poi arriva” l’Italia è in ginocchio”.