Il leader del Movimento 5 Stelle è in Sicilia per i ballottaggi alle amministrative e ne ha per tutti: partiti, governo, presidente della Repubblicacontro l’ipotesi presidenzialista, dove secondo lui Silvio Berlusconi vorrebbe “farsi eleggere presidente-duce” ma sopratutto contro i giornalisti e i cameraman attaccati nelle piazze dove Beppe Grillo tiene i suoi comizi.

Per quanto riguarda il governo e il sistema partitico, per Grillo sono colpevoli di “aver preso in ostaggio la nazione” e di “non avere senso del pudore” tanto che nell’ultimo post pubblicato sul suo blog scrive: “il governo nasce dall’emergenza dei processi di Berlusconi, dell’inchiesta del Monte dei Paschi di Siena, della trattativa Stato-Mafia e sotto la pressione della finanza internazionale. Letta, capitan Findus, fa solo il palo e prende ordini. Il presidenzialismo è un’idea di Berlusconi, vuol farsi eleggere presidente-duce d’Italia con l’aiuto delle televisioni che il pdmenoelle gli ha graziosamente lasciato da vent’anni ignorando ogni conflitto di interessi”.

Proprio l’ipotesi di cui si sta parlando riguardo ad un ipotetico sistema semi-presidenziale, Pdl e parte del Pd sono favorevoli, per la nostra repubblica sembra non piacere al leader cinque stellato che vede la mano di Silvio Berlusconi dietro tutto ciò, ”con il semipresidenzialismo, peraltro richiesto nel Piano di Licio Gelli della P2, Berlusconi fa un salto avanti nella sua ingiuriosa scalata al potere che gli darebbe impunità e immunità”, ha continuato Grillo.

Probabilmente nella giornata di ieri quello che ha fatto, e farà discutere oggi, è il durissimo attacco che il leader del M5S ha lanciato contro il sistema dei media e i suoi operatori. “I giornalisti più spregevoli dei politici. Sto girando la Sicilia inseguito dalle tv. Siamo in guerra” è quello detto da Beppe Grillo prima di attaccare a testa bassa tutti i protagonisti dell’informazione italiana, da Lucia Annunziata “in busta paga dell’Eni” a Corrado Formigli soprannominato “vermigli”, in diretta su La7 durante il suo comizio. “Sto girando la Sicilia inseguito dalle tv, dai cameraman: siete in onda su Piazza pulita. Vanno in giro con truppettine a cercare qualcuno che odia il MoVimento e lo mandano in onda contro 5 Stelle” attaccando gli operatori davanti a migliaia di persone presenti nelle piazze: “Fuori! Vai via. Chi sei? Per chi lavori? Questa gente deve essere isolata, cacciandoli e aizzando contro di loro la piazza, “datemi una mano, coprite la telecamera alzate la bandiera” con urla da parte dei presenti: “Fuori! Fuori!”. E ancora: Siamo in guerra. Io sono stufo, hanno messo in pericolo la mia famiglia, devo reagire. Hanno pubblicato l’indirizzo di casa mia e da allora vengono da me dei pazzi depressi. Io non ci sto più al gioco di questa gente qua. Hanno detto in una trasmissione tv che un uomo si è dato fuoco per colpa mia”.

Contro la giornalista ed ex presidente Rai Lucia Annunziata, domenica ha intervistato il “grillino” Roberto Fico,  ”l’Annunziata quando era direttore del Tg3  ha ricevuto 150mila euro dall’Eni per una performance teatrale a Milano, e altri 150mila euro per la gestione del giornalino interno”  contro anche Curzio Maltese “editorialista che non fa servizi sul suo editore, De Benedetti”, contro Vianello, ora direttore RaiTre, ma “colpevole” di aver condotto Agorà,  anche le trasmissioni tv nel mirino, da Piazza Pulita a Ballarò e tutti i giornalisti presenti nella fondazione Vedrò. “Sono più spregevoli dei politici. E’ inconcepibile questa informazione così..”, continua il leader 5 Stelle. (foto by InfoPhoto)

Non si sono fatte attendere le reazioni, Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, ha dichiarato: “Abbiamo sempre combattuto intimidazioni, liste di proscrizione e aggressioni, non cambiamo posizione oggi solo perché arrivano da un ex comico. Gli insulti contro un operatore rappresentano un atto gravissimo contro la libertà di informazione. Così come le minacce e gli attacchi dei giorni scorsi contro altri colleghi della Rai, sul Servizio Pubblico l’ex comico sconfessa subito il suo candidato alla presidenza della Commissione di Vigilanza. Chi siede nelle istituzioni e si candida a guidare organismi parlamentari prenda le distanze da questi atteggiamenti squadristi”.

Delle persone tirate in ballo dal leader cinque stelle, Lucia Annunziata è quella ad aver reagito con più risolutezza: “Beppe Grillo continua la sua personalissima campagna di demonizzazione dei giornalisti confondendo e sovrapponendo, non so quanto non volutamente, informazioni che non stanno insieme tra loro, per quanto riguarda il mio caso personale ha sostenuto cose non vere: che io sia stata contemporaneamente direttore del Tg3 e collaboratrice dell’Eni. Sono stata direttore del Tg3 dal 1996 al 1998, mentre la mia collaborazione con l’Eni è cominciata nel 2008 e finita nel maggio del 2012. Se non mi crede prenda pure le mie dichiarazioni dei redditi e verifichi”. E dopo aver annunciato che Grillo dovrà dimostrare le sue “insinuazioni” davanti a un giudice spiegando i suoi lavori ai tempi dell’Eni, conclude: “La triste verità è che l’unica libertà che Grillo sta dimostrando di poter rivendicare a pieno titolo è quella all’insulto e alla diffamazione. E, che gli piaccia o no, somiglia sempre di più a quei ‘vecchi politici’ che dice di combattere, quelli a cui non piacciono i giornalisti che dicono quello che pensano”.