Beppe Grillo è stato ospite ieri sera, 21 marzo, a Bersaglio Mobile, il programma condotto ogni venerdì sera su La7 da Enrico Mentana. Durante l’intervista il leader del M5S non ha risparmiato nessuno dei suoi colleghi politici: da Renzi alla Boldrini, da Monti a Napolitano, l’ex comico ne ha una per tutte. Ecco nel dettaglio cosa ha detto.

Il premier Renzi. ”Il premier – dichiara Grillo – è spietato, cattivo, mente sapendo di mentire. È stato messo lì per andare avanti. Non riesco più nemmeno a farci battute. E’ un bamboccio che è lì, continua l’agenda di Monti, di Letta, delle banche centrali. In Europa lo hanno preso per il culo. Sono i tg di questo Paese che devono essere processati. .“. Ricorda le consultazioni con il premier prima che diventasse tale, il suo atteggiamento in quei momenti: “Sono andato all’incontro non per non farlo parlare, ma un attimo prima di sedermi lui mi dice: ‘Non voglio nulla da te, solo che mi ascolti’, e questo suo snobismo mi ha dato fastidio. Io rappresentavo nove milioni di persone, lui nessuno. Io non sono voluto rimanere a sentire il compitino di questo bambinone”.

Laura Boldrini. Veleno anche per la presidente della camera considerata da Grillo altamente incompetente: “Non può gestire la Camera con le “ghigliottine”. Non ha l’onestà intellettuale, le sembianze e la cultura del presidente della Camera“.

Giorgio Napolitano. Il leader del Movimento spara anche sul Quirinale: “Il presidente – dichiara – è il responsabile di tutto questo sfacelo, politico e dei partiti. Un ottantenne che si è raddoppiato la carica dopo che aveva promesso di non farlo“.

Mario Monti. E’ stato lui, secondo Grillo, a farci firmare dei contratti che “ci strozzeranno per 20 anni“. “L’Unione Europa - spiega il politico – è un unione bancaria che rappresenta solo le economie forti e non quelle deboli una parte di questo debito è immorale. Pagheremo quello che potremo pagare“. “In Italia – afferma spiegando la sua tesi - non c’è crisi, noi spendiamo meno di quello che entra poi dobbiamo pagare interessi sul debito che abbiamo con le banche tedesche e francesi e non ne usciamo più. Noi vogliamo andare in Europa a dire che desideriamo una cosa diversa”.