Grillo e Casaleggio sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I due leader del Movimento Cinque Stelle si sono presentati insieme alla giovanissima Maria Teresa Furia, un’attivista grillina siciliana di appena diciotto anni.

La delegazione del Movimento è rimasta a colloquio con il Capo di Stato per circa cinquanta minuti, durante i quali sono stati affrontati diversi temi, tutti legati dal problema principale che Grillo e Casaleggio hanno voluto sottoporre a Mattarella: la difficoltà, secondo loro e secondo gli altri partiti presenti all’interno dell’opposizione, di far valere le proprie ragioni in Parlamento, visto l’eccessivo ricorso da parte del governo della decretazione d’urgenza.

Grillo e Casaleggio: le richieste del M5s

La sintesi di quanto è stato detto nel corso dell’incontro è stata poi riportata sul blog di Beppe Grillo: all’interno del comunicato si legge che Grillo e Casaleggio avrebbero discusso con Sergio Mattarella, oltre che della decretazione d’urgenza e di tutti i problemi che questa comporterebbe, in merito alle riforme costituzionali ed elettorali (attualmente al vaglio del Parlamento); lotta alla corruzione e alla mafia, non affrontata adeguatamente; soppressione dei vitalizi parlamentari ai mafiosi e ai condannati (quella contro i vitalizi e i privilegi dei politici in generale è da sempre una battaglia del Movimento Cinque Stelle); reddito di cittadinanza; nomina dei giudici costituzionali in tempi rapidi e supporto all’autonomia e all’indipendenza della magistratura.

Grillo e Casaleggio: la riforma della Rai

La questione Rai meriterebbe invece un capitolo a parte. Il Movimento Cinque Stelle auspica un’accelerazione della riforma che dovrebbe interessare il servizio pubblico televisivo. I grillini premono su una riforma che sia in grado di far evitare gli sprechi e le duplicazioni, che promuova la sinergia fra le attuali testate giornalistiche e che favorisca la qualità e la diversificazione dell’offerta, oltre che una sua razionalizzazione (che passerebbe attraverso lo sfruttamento delle risorse professionali interne all’azienda).

La riforma della Rai dovrebbe portare anche a quelli che da sempre sono visti come i capisaldi del servizio pubblico televisivo: imparzialità, completezza e trasparenza nell’informazione, evitando soprattutto che i partiti possano interferire in qualunque modo.

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