Il confine tra una battuta provocatoria e un vero e proprio insulto offensivo non è sempre semplice da stabilire. Ne sa qualcosa Beppe Grillo, che in queste ore è coinvolto in una polemica che per una volta assume dei contorni addirittura internazionali.

Mentre in casa 5 Stelle i grillini devono fare i conti con la questione morale e con la divisione che è nata con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, indagato per abuso d’ufficio, Grillo si trova alle prese con un vero e proprio polverone mediatico internazionale da fare invidia persino a Donald Trump.

Tutto è nato da una battuta, che forse è meglio definire una pessima battutaccia, rivolta da Grillo nei confonti di Sadiq Khan, il primo sindaco di religione musulmana di una grande metropoli occidentale. Nel corso del suo ultimo spettacolo teatrale, il comico e politico genovese in un primo tempo ha detto che si tratta di un fatto positivo l’elezione di “un bangladesciano” come sindaco di Londra, salvo poi dichiarare: “Voglio poi vedere quando si fa saltare in aria a Westminster…”.

Secondo quanto scrive il Telegraph, la battutaccia di Beppe Grillo potrebbe avere persino ripercussioni negative sulle possibilità di vittoria della candidata del Movimento 5 Stelle a sindaco di Roma, Virginia Raggi. I tre quotidiani sono poi concordi nel sostenere che le parole di Grillo potrebbero danneggiare anche i nuovi leader del M5S, “come il 29enne Luigi Di Maio che sta cercando di conquistare credibilità internazionale”.

La battuta del leader del Movimento 5 Stelle che sta indignando il Regno Unito potrebbe causare danni di immagine pure a Nigel Farage, il leader del partito anti europeo britannico dell’Ukip, che viene considerato “relativamente vicino a Grillo”.

Quanto a Sadiq Khan, il Financial Times ha contattato i suoi portavoce, che però per il momento hanno preferito non rilasciare alcun commento in proposito delle parole del comico italiano, probabilmente per non alimentare ulteriori polemiche.