Adesso Beppe Grillo se la prende col Parmigiano e i prosciutti. Oltre che con l’intera classe politica, ovviamente. Il suo blog il 30 agosto si apre con “Io sono stanco“. Ce l’ha con la Service Tax, che definisce una “resurrezione” dell’Imu. Accusa Violante e Napolitano di voler impedire con un cavillo la decadenza da senatore di Berlusconi.

Ce l’ha in particolare con la situazione di Parma, dove il nuovo inceneritore è stato acceso nonostante la campagna elettorale del sindaco M5S, Federico Pizzarotti, il quale aveva promesso che non l’avrebbe mai fatto partire, a costo di passare sul proprio cadavere.

Grillo è furioso. Scrive: “Una giornata particolare con il pdl e il pdmenoelle che esultano per l’accensione dell’inceneritore di Parma contro cui il M5S si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L’inceneritore è inutile e brucerà rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti“.

Immediate e accese le reazioni. Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Parmigiano reggiano: “Noi rifuggiamo ogni azione di terrorismo sulla nostra produzione e credo che il parere del Consorzio abbia più influenza di quello politico di Grillo, che non aiuta l’immagine del nostro prodotto“.

E Giuseppe Politi, presidente della Confederazione italiana agricoltori, aggiunge: “Grillo evidentemente non conosce la materia, oppure, come credo, utilizza queste affermazioni ad effetto per monopolizzare la scena mediatica. Sia serio, non usi argomenti così importanti per fare demagogia“.

Ancora più decisa Nunzia De Girolamo, ministro per le politiche agricole: “Grillo è un incosciente, le sue affermazioni sulla Food Valley e su due dei principali prodotti del made in italy, come il Parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma, sono gravissime e prive di ogni fondamento“.