L’incontro in diretta streaming tra Beppe Grillo e Matteo Renzi nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo si è chiuso rapidamente, in una decina di minuti scarsi. Fondamentalmente, finché è durata la pazienza del premier incaricato, l’Arlecchino servitore di due padroni. Il leader del M5S, recatosi controvoglia al cospetto del sindaco di Firenze, ha infatti inscenato un teatrino poco edificante, a dimostrazione che, qualunque sia la volontà degli iscritti al blog, la linea continua a dettarla lui.

E dire che l’incontro era iniziato bene, perfino con qualche cortesia reciproca, ma l’aria s’incancrenisce in pochi istanti. Grillo interrompe il premier in pectore e inizia ad accusare Renzi di essere un uomo delle banche, un contaballe, un “uomo giovane ma vecchio”, uno che vuole privatizzare l’acqua. Renzi risponde che questo non è il trailer del suo show. Grillo replica con un pesante “tu non sei credibile“, per poi calcare la mano: “Gli show li fai tu, sei una macchietta, dici una cosa e poi il giorno dopo ne dici un’altra“.

Posso parlare?”, prova a intromettersi Renzi, tra l’ironico e lo stupefatto, ma Grillo dice njet: “No, non puoi parlare, noi siamo qui perché siamo nemici di quello che rappresenti. Tu rappresenti De Benedetti, gli industriali, quelli che hanno distrutto il nostro paese. Tu non sei credibile, non hai un’idea di cos’è il mondo. Io con voi non sono democratico“. Renzi azzarda una reazione poco convinta: “Sei qui perché il tuo popolo sul tuo blog ti ha detto di venire qui, contro la tua opinione“, cercando di riportare la discussione sul programma: “In 30 secondi ti dico che noi vogliamo abolire le province“.

Niente da fare, nonostante l’esorcismo renziano (“Esci da questo blog, Beppe!“). Grillo non è a Montecitorio per parlare: “Tu sei un buono che rappresenta un mondo marcio. Sono qui per dirti che non abbiamo nessuna fiducia in te. Noi con voi non siamo democratici“.

Amen.