Giuliano Soria, l’ex patron del Premio Grinzane Cavour, condannato a 14 anni e sei mesi in primo grado per peculato e violenza sessuale, ha reso una lunga dichiarazione spontanea al processo d’appello in cui deve rispondere di malversazione dei contributi pubblici e maltrattamenti su di un giovane domestico. Soria, per la prima volta da quando, nel 2009, scoppiò lo scandalo, ha così fatto nomi e cognomi, lanciando pesanti accuse, di cui dovrà ora essere accertata la veridicità. Il fondatore del premio letterario ha deciso di dire chi avrebbe beneficiato di regali, viaggi, feste e soldi in nero: nel mirino delle accuse politici, come Sergio Chiamparino e Mercedes Bresso, Francesco Giro e Giampiero Leo, ma anche scrittori, come Corrado Augias, Alain Elkann e Philip Roth e gli attori Michele Placido, Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli ed Isabella Ferrari.

Il Grinzane dipendeva dai politici” ha dichiarato l’ex presidente dell’associazione culturale. “La Bresso (ex presidente della Regione Piemonte)  per esempio  lo usava per le sue attività”. “Il vero attore dei contributi regionali era Roberto Moisio (l’ex capo di gabinetto della giunta Bresso) e gli accordi venivano presi tra me, Bresso e Moisio”. Soria ha così sostenuto davanti alla Corte che il fatto che il Grinzane Cavour venisse finanziato dalla Regione non dipendesse del fratello, Angelo Soria, anche lui imputato, ma direttamente dalla ex governatrice. Pesanti sono poi le accuse indirizzate a Sergio Chiamparino, attuale presidente della Regione Piemonte e della Conferenza delle Regioni. “Nel 2006 gli ho dato 25 mila euro” per la campagna elettorale, dice Soria. Aiutati economicamente anche Giampiero Leo (Ncd), Fiorenzo Alfieri, ex assessore comunale dell’amministrazione Chiamparino a Torino e Gianni Oliva, ex assessore alla Cultura con la Bresso.

Ma nel mirino delle  accuse di Soria sono finiti non solo politici, bensì anche attori, pagati, secondo l’ex patron del Premio, in nero. “Mi dicevano ‘O ci paghi in nero o costiamo tre volte tanto’”. Tra i nomi, dunque, anche quelli di molti vip, da Michele Placido a Giancarlo Giannini, Eleonora Giorgi e Charlotte Rampling. Il sistema, secondo Soria, era collaudato. Il Grinzane Cavour organizzava eventi culturali prestigiosi, non solo in Piemonte, ma anche in località italiane e all’estero, e Soria contattava politici e personaggi famosi, offrendo loro la villeggiatura in resort di lusso, pranzi, cene e trasporti. Inoltre, per alcuni, riferisce, pagava “le prestazioni”, ovvero la loro presenza all’evento letterario, il tutto con denaro in gran parte proveniente da enti pubblici, in primis dalla Regione Piemonte.

Non sono io l’unico responsabile di questa macchina, non potevo indossare solo io questo vestito. Io ho sbagliato e chiedo scusa ma non sono stato l’unico” si difende Soria, che spiega di aver preso la decisione di parlare per “amor del vero”. “Può darsi che Soria abbia partecipato a qualche cena di finanziamento, organizzata dall’assessore Alfieri o da qualcun altro, questo non posso escluderlo. Ma non ho mai avuto rapporti finanziari con lui” afferma intanto Sergio Chiamparino, secondo cui “è comprensibile che Soria metta fango nel ventilatore per cercare di difendersi disperatamente. È una tattica comprensibile“.