Tra i rifiuti è spesso nascosta una fortuna. È quanto dimostra un crescente trend nel Regno Unito, dove un numero crescente di consumatori si è organizzato per la raccolta di scontrini fiscali, gettati a terra da clienti maleducati all’uscita dei negozi. La tendenza, tuttavia, non è mossa solo dallo spirito ambientale, ma anche e soprattutto dalle possibilità economiche che questa nasconde. Ben lo spiega Stephen Auker, un appassionato raccoglitore di scontrini, il quale dalle pagine del Telegraph illustra coma riesca a guadagnare anche 200 sterline al mese da questa attività.

Nel Regno Unito, e in misura minore anche in Italia, è consuetudine includere delle iniziative promozionali sugli scontrini. A volte si tratta di raccolte punti, altre di sconti per la successiva spesa, altre ancora di piccoli omaggi da richiedere alle casse. Non essendo nominativi, chiunque in possesso di uno scontrino può reclamare lo sconto e, così, è partita la caccia al tagliando abbandonato per strada. Le leggi locali vietano di rovistare nei cestini, ma spesso e volentieri i preziosi talloncini si trovano a terra, fra i cespugli, abbandonati nei carrelli. L’attività – ribattezzata “wombling” in onore del personaggio di fantasia Wimbledon Common, abituato a raccogliere e riciclare immondizia dalle foreste – trova sempre più ammiratori. E in molti non ne approfittano solo per risparmiare sulla spesa, ma anche per effettuare acquisti da consegnare ai bisognosi. I “wombler”, ormai organizzati in nutriti gruppi online, negli ultimi tempi stanno inseguendo l’ennesimo e nuovo trend del commercio: sempre più catene, infatti, offrono sconti se il prodotto da loro offerto è di circa 10 centesimi maggiore rispetto alla concorrenza. Così, scontrino alla mano, le capacità di guadagno mensile aumentano. L’unico freno, il tempo: servono parecchie ore, infatti, per passare al setaccio parcheggi e centri commerciali.

Fonte: Telegraph