A Erbil, regione curda dell’Iraq, arriveranno dall’Italia 280 militari e armi contro l’Isis. A comunicarlo il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nel corso di un’audizione alla Camera davanti alle commissioni Difesa ed Esteri di Montecitorio e Palazzo Madama, “Circa 80 di questi 280 militari e saranno dei consiglieri per gli alti comandi delle Forze irachene. Peraltro sono in arrivo in Italia alcuni militari curdi che verranno addestrati all’uso dei sistemi d’arma che abbiamo già ceduto loro”, ha detto il ministro.

Dal nostro Paese arriverà anche un velivolo KC-767, per il rifornimento in volo degli assetti aerei della Coalizione, due velivoli a pilotaggio remoto tipo Predator per la sorveglianza della regione.

“Il Decreto-legge di proroga delle missioni internazionali copre le spese di trasporto di questo materiale e prevede anche la cessione di 24 veicoli da combattimento ‘Centauro’ alla Giordania, un Paese in prima linea nel contrasto allo Stato islamico”, ha precisato il ministro Pinotti che ha aggiunto, “Le evoluzioni del conflitto implicano che il contributo dell’Italia allo sforzo della Coalizione internazionale prosegua. Il nostro orientamento è, in primo luogo, quello di fornire ulteriori stock di munizioni di modello ex-sovietico, provenienti dal materiale confiscato nel 1994. Dello stock potranno far parte anche armi, munizioni controcarro e blindati in uso all’Esercito Italiano e giudicati cedibili”.

Di fronte ai massacri perpetrati dall’Isis contro civili inermi abbiamo il dovere morale di reagire, di non girare la faccia dall’altra parte”, ha detto il ministro della Difesa nel corso di un’audizione, “Da circa due mesi l’avanzata in Iraq e in Siria delle forze militari del cosiddetto ‘Stato islamico’, accompagnata da indicibili violenze compiute indifferentemente contro i civili inermi e contro i militari fatti prigionieri, ha imposto a tutti noi di tornare ad occuparci di questa regione del mondo” ha concluso il ministro pinoli.

Intanto sul fronte di Kobane sembra che gli ultimi, più incisivi, raid Usa contro i terroristi di Isis abbiano fatto arretrare i jihadisti anche verso bagdad, ma non basta come ha detto il presidente Usa Barack Obama: “Questa battaglia sarà lunga”.