Decapitate e le loro teste esposte nella città di Jarablus, è quanto riporta l’Osservatorio nazionale per i diritti umani che ha raccontato l’ennesimo orrore di cui si sono macchiati i terroristi dello Stato Islamico. Le vittime erano quattro peshmerga, di cui tre donne, i miliziani curdi che da oltre dieci giorni tentano di respingere l’avanzata dell’Is verso la città di Kobane, non distante dal confine tra Siria e Turchia.

Le quattro vittime erano cadute nelle mani di Isis durante i combattimenti.

Oltre alle decapitazioni continuano anche i rapimenti da parte dei jihadisti, secondo quanto riportato da Radio France Info però il ministro della Giustizia algerino, Tayeb Louh, ha affermato alla tv pubblica che sono stati identificati alcuni membri del gruppo Jund al-Khilafa, la cellula estremista legata all’Is che ha decapitato l’escursionista francese Hervé Gourdel il 24 settembre. Da parte loro, i miliziani di Jund al-Khilafa hanno diffuso un nuovo video in cui una trentina di uomini armati ribadiscono l’allenza con lo Stato Islamico.

Intanto in tutto il mondo è arrivato il nuovo video di John Cantlie, il reporter britannico in ostaggio da parte del “Califfo” Abu Bakr al Baghdadi, dove viene detto  che “la strategia di Obama è prevedibile e il nuovo conflitto in Siria e in Iraq (la terza guerra del Golfo) non renderà l’Occidente più sicuro e con i raid non vincerete”. 

Continuano i raid Usa, ben 22 in 24 ore, 11 in Iraq, dove sono state distrutte delle postazioni dell’Isis nei pressi della diga di Mosul, e 11 in Siria, nei pressi di Aleppo e a Mazra al Duwud, vicino alla frontiera con la Turchia. Intanto mentre i combattenti curdi, i peshmerga, continuano a lanciare controffensive anti-Isis nel Nord dell’Iraq anche la Turchia è pronta ad intervenire con il governo di Ankara che ha ufficializzato la sua richiesta al Parlamento per avere via libera a colpire in Iraq e Siria. Erdogan ha già schierato 10mila soldati al confine siriano.

Anche Londra è della partita con i caccia Tornado che hanno compiuto “con successo” i primi due raid anti-isis, bombardando su richiesta curda postazioni jihadiste nel Nord dell’Iraq.