Questa notte raid della coalizione internazionale contro l’Isis si sono concentrati su Kobane, la città curda assediata dai terroristi islamici, ma non sono bastati visto che i jihadisti continuano ad avanzare, davanti a loro sul campo solo i miliziani curdi.

Nei diversi bombardamenti dell’esercito americano sulla zona a sud della città sono stati distrutti blindati, artiglieria nemica. Poche speranze per Kobane però, dopo il presidente turcko Erdogan che ha dato già per caduta la città, lo stesso portavoce del Pentagono, ammiraglio John Kirby, ha detto che i raid Usa non salveranno Kobane.

Il generale Usa Martin Dempsey, parlando alla ABC, ha fatto capire la forza degli islamisti: “colpiamo ogni volta che posiamo ma gli islamisti sono un nemico intelligente che sa come nascondersi, manovrare e utilizzare la popolazione per difendersi.. Ormai non sventolano piu’ le loro bandiere in modo evidente come facevano una volta, non organizzano grandi convogli per sfuggire ai nostri colpi e non e’ possibile identificare facilmente i loro quartieri generali”.

L’unica soluzione sarebbe l’attacco con truppe sul territorio ma il presidente Usa Barack Obama non vuole questa opzione. La comunità internazionale è sempre più spaccata, mentre la Turchia auspica un intervento via terra, anche in chiave anti Assad, l’Iran denuncia “la passività della comunità internazionale” di fronte all’offensiva dell’Isis su Kobane. Per il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, “é necessario far di più per fermare i jihadisti e sostenere il governo siriano contro i terroristi”. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha anche espresso “preoccupazione” per la decisione del Parlamento di Ankara di dare il via libera ad operazioni militari contro lo Stato islamico (Isis) in Iraq e Siria.

photo credit: Feggy Art via photopin cc