I coltivatori di grano italiani stanno attraversando un periodo davvero duro, a causa del crollo del prezzo dovuto alla sovrabbondanza di produzione a livello internazionale. Per cercare di arginare il problema, portato all’attenzione pubblica dalla manifestazione di protesta organizzata a Roma da Coldiretti, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha proposto una serie di misure.

Martina ha presentato un articolato piano per il rilancio del grano italiano attraverso finanziamenti di denaro, un maggiore impegno nella ricerca e nell’innovazione e prezzi più trasparenti. Il governo interverrà così attraverso la stanziamento di 10 milioni, che è già stato incassato con il decreto enti locali, che contiene anche 10 milioni per il latte.

Attraverso i finanziamenti si punterà a valorizzare il grano di qualità coltivato in Italia, ma è prevista anche la creazione di una Commissione unica nazionale (Cun), in modo da gestire e concordare la formazione dei prezzi. È inoltre in programma la conferma degli aiuti accoppiati della Pac, che prevede 70 milioni all’anno e 500 milioni fino al 2020, più una serie di nuovi contratti di filiera con bandi al via in autunno, un nuovo strumento assicurativo e un marchio unico di qualità certificata del grano.

Maurizio Martina ha commentato questi provvedimenti dichiarando: “Mettiamo in campo proposte concrete e attuabili già dalle prossime giornate, ma con una chiara visione strategica per dare risposte strutturali. C’è bisogno di un piano nazionale cerealicolo che punti alla qualificazione della nostra produzione e consenta ai trasformatori di acquistare sempre più prodotto 100% italiano. In questo senso investiamo 10 milioni di euro per sostenere investimenti infrastrutturali nei sistemi di stoccaggio per valorizzare grano di qualità certificata, favoriamo nuovi contratti di filiera e istituiremo un marchio unico per grano e prodotti trasformati”.

Tra le cause che hanno portato al crollo del prezzo del grano ci sono le sempre maggiori importazioni dall’estero. Nell’ultimo anno nei porti pugliesi sono giunte più di 2 milioni di tonnellate di grano estero e sono inoltre quadruplicate le importazioni del prodotto dall’Ucraina.

Il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, nel corso della manifestazione di protesta a Roma ha affermato: “Il ‘grano giramondo’ ha contribuito a far crollare del 42% i prezzi del grano pugliese, perché il grano cattivo scaccia quello buono”.

Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale, ha aggiunto: “I prezzi del grano sono scesi ai minimi storici da 30 anni. Oggi si pagano ai produttori 14 euro per il grano tenero e 19 euro per quello duro, scendendo al di sotto dei prezzi di produzione. A questo aggiungiamo che metà del pane e 1/3 della pasta commercializzati sono fatti con grani stranieri. Un paradosso se pensiamo che siamo il paese del pane, della pasta e della pizza. Si tratta di un fenomeno meramente speculativo, innescato e voluto da industriali senza scrupoli che fanno sbarcare il grano nei porti durante la mietitura”.