Bombe nella striscia di Gaza
Tornano le tensioni in Israele e tornano, ovviamente, anche i morti civili e non. Un’escalation di terrore come non si ricordava da almeno quattro anni, dai tempi dell’operazione Piombo Fuso: Israele ha prima ucciso il comandante militare di Hamas, Ahmed Al-Jaabari, e poi ha effettuato incursioni aeree nella Striscia di Gaza. In totale si registrano ben nove morti. Ma le ostilità fra gli islamici di Gaza ed Israele non si sono fermate. E stamattina i miliziani palestinesi sono tornati a lanciare razzi sulle città israeliane del Sud: Beer Sheva, Ashdod, Ashqelon. Da mercoledì lanciati oltre 100 razzi.
Il premier Benyamin Netanyahu ha parlato alla tv di Stato, annunciando che «l’esercito è pronto a estendere l’operazione, se necessario. Oggi abbiamo rivolto un messaggio chiaro a Hamas e alle altre organizzazioni terroristiche, e se sarà necessario siamo pronti a estendere l’operazione». La risposta di Hamas tramite le parole del suo numero uno, Ismail Haniyeh: «Invochiamo tutti i fratelli arabi e specialmente l’Egitto e il suo nuovo presidente, a fermare questa barbara campagna in difesa di Gaza e del suo popolo. Invochiamo inoltre un urgente incontro tra gli arabi per controbattere la brutale aggressione». E il Cairo ha richiamato subito il suo ambasciatore in Israele e a chiesto all’Onu di convocare urgentemente il Consiglio di Sicurezza.
Nei raid aerei di Israele è rimasto ucciso Al-Jaabari, altissimo dirigente di Hamas, capo dell’ala militare del movimento. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di «sorvegliare da vicino» l’evoluzione della situazione a Gaza e Barack Obama, dopo un colloquio avuto con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha ribadito: «Spero che venga fatto ogni sforzo per evitare vittime civili» ma ha sostenuto il diritto di Israele di difendersi contro gli attacchi di Hamas.