Potrebbe anche essere la volta buona, ma non è lecito lasciarsi prendere dall’entusiasmo. Dalle 7 del 5 agosto è entrata in vigore una tregua umanitaria di 72 ore (tre giorni) nella guerra in corso fra Israele e Hamas. Tuttavia fino a pochi minuti prima i palestinesi hanno colpi di mortaio su Israele (sirene d’allarme nella città confinaria di Ashkelon), che ha risposto con un attacco aereo su Gaza. L’esercito israeliano ha tuttavia annunciato nella mattinata del 5 agosto il proprio totale ritiro delle truppe terrestri dalla striscia di Gaza. Rimarrà comunque un contingente al confine, pronto ad intervenire in caso di violazione della tregua.

Nella serata del 4 agosto le forze armate hanno inoltre comunicato di avere distrutto tutti i tunnel usati da Hamas per il trasporto delle armi e per raggiungere le postazioni da cui lancia i missili contro Israele. Nei prossimi giorni si terranno altri tentativi diplomatici. In Egitto, al Cairo, già si trovano le delegazioni di Hamas e Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina); verranno raggiunte a breve dai rappresentanti israeliani. I successivi colloqui potrebbero portare ad una tregua più lunga. Potrebbero.

Foto: Israel Defense Forces via photopin cc