“Hamas pagherà un duro prezzo per questo grave atto di terrorismo. L’esercito israeliano e i nostri servizi di sicurezza rafforzeranno ulteriormente le attività contro le organizzazioni terroristiche di Gaza” ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu appena venuto a conoscenza del colpo mortaio di mortaio palestinese sparato da Gaza che ha causato la morte di Nahal Oz, un bambino israeliano di soli 4 anni.

Il piccolo viveva in un Kibbutz nel Neghev occidentale e secondo quanto riferiscono i media il colpo sarebbe stato lanciato da una scuola gestita dall’Unrwa, l’Agenzia dell’Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi, a Gaza.

La famiglia di Nahal aveva lasciato la propria casa da quando il conflitto tra Israele e Hamas si era fatto più insistente poi con il cessate il fuoco, e la speranza di pace, erano ritornati ma la rottura unilaterale della tregua da parte di Hamas ha portato alla tragedia. Salgono così a 68 le vittime israeliane dall’inizio dell’offensiva “Protective Edge”, di cui 64 soldati.

Il colpo di mortaio che ha ucciso il bambino era di dimensioni troppo piccole per essere intercettato dal sistema antimissilistico “Iron Dome”. La difesa israeliana non è riuscita, a causa delle dimensioni, a distruggere neanche un razzo che ha centrato una sinagoga ad Ahsdod, nel sud di Israele, che ha ferito leggermente tre persone.

Intanto a Gaza il movimento fondamentalista di Hamas, mentre lanciava missili contro Israele facendo scattare l’allarme su Tel Aviv, ha giustiziato pubblicamente , davanti alla moschea Omari su Palestine square, 18 persone, tra cui due donne, accusate di “collaborare con Israele”.

Sul fronte diplomatico invece Gran Bretagna, Francia e Germania hanno presentato all’Onu la bozza di una risoluzione del Consiglio di sicurezza per mettere fine al conflitto di Gaza.

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