La strage dei bambini palestinesi uccisi a Gaza è stato ed è l’aspetto peggiore di un conflitto che si è riacceso, che va avanti ormai da anni e che non sembra volersi risolvere in alcun modo. E se la guerra non ha aspetti positivi già di per sé, tanto più odioso è il sacrificio di piccole vite umane costrette a subire le violenze scatenate dagli adulti.

Ieri da Ginevra (Svizzera) l’Unicef ha reso noto un rapporto sul numero di bambini palestinesi uccisi a Gaza dall’8 al 21 luglio, ossia dall’inizio delle ostilità tra Israele e Hamas. Al momento le cifre certe dicono che sono stati uccisi 121 bambini, di età compresa tra i 5 mesi e i 17 anni (due su tre minori di 12 anni). 84 bambini e 37 bambine hanno perso la vita, oltre 900 sarebbero invece quelli  che hanno riportato ferite.

Sempre secondo le valutazioni degli operatori umanitari dell’Unicef, supportate anche dall’Onu, sarebbero quasi 107 mila i piccoli che necessiterebbero di sostegno psicologico specializzato per affrontare e tentare di superare i traumi causati dal conflitto.

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