Aggiornamento: Nella mattinata del 22 luglio Israele ha ufficialmente respinto la proposta di tregua per motivi umanitari avanzata dall’Onu e sulla quale nella serata di lunedì 21 sembrava che Hamas potesse dirsi d’accordo. Intanto a Tel Aviv sono suonate ancora le sirene d’allarme per attacco missilistico.

Notizia: L’ultimo bilancio parla di 613 morti, di cui 584 palestinesi e 29 israeliani (27 soldati e 2 civili). E’ il tributo di sangue da quando, 15 giorni fa, è stata lanciata da Israele l’operazione “Protective Edge” in risposta ai razzi lanciati contro il proprio territorio dai terroristi palestinesi di Hamas. Secondo dati del governo di Tel Aviv, tra il 12 giugno e il 7 luglio ben 300 missili sono stati sparati dalla striscia di Gaza contro le città israeliane. Da qui il nuovo intervento militare, finora esclusivamente aereo, ma incombe sempre la possibilità che si estenda ad un’invasione da parte di forze terrestri. Ad oggi, in questo periodo Hamas ha lanciato 2.040 razzi contro Israele. Solo il sistema d’intercettamento missilistico Iron Dome ha impedito che anche i morti israeliani fossero centinaia.

E’ tuttavia pesantissima la risposta militare avviata dal Governo di Benjamin Netanyahu. Nelle ultime ore, i bombardamenti su Gaza hanno colpito un grattacielo provocando, secondo fonti palestinesi, almeno 7 morti e 40 feriti. Colpito anche un ospedale, le prime voci parlano di 4 morti. Netanyahu è categorico: “Israele deve difendersi. Nessun paese può vivere così“. Durante la giornata erano circolate voci di un’imminente tregua, ma per ora sono state smentite. Lavorano tuttavia intensamente ad un cessate il fuoco le parti diplomatiche internazionali. Oggi al Cairo si riuniscono il segretario di Stato americano John Kerry e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Gli Usa hanno annunciato l’invio di aiuti per 47 milioni di dollari in aiuti umanitari a Gaza. Kerry ha ripetuto la posizione americana: “Siamo molto preoccupati per le conseguenze dello sforzo appropriato e legittimo di Israele di difendersi“. Perfino la Lega araba, mai tenera con Israele, ha invitato Hamas ad accettare la tregua rifiutata qualche giorno fa.

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