A 17 giorni dall’inizio dell’offensiva militare Israeliana nella Striscia di Gaza contro il lancio di razzi di Hamas verso i civili di Israele, e la costruzione di tunnel sotterranei per infiltrare terroristi nello Stato ebraico, arriva il duro attacco dell’Onu tramite l’Alto commissario per i diritti umani, Navi Pillay, che ha accusato Gerusalemme di “aver commesso possibili crimini di guerra”.

Lo stesso commissario ha anche puntato il dito contro l’organizzazione Hamas che “attacca i civili in modo indiscriminato”.

Dopo 682 morti, 4250 feriti, tra i palestinesi,  secondo la agenzia di stampa palestinese al-Ray, vicina a Hamas, e 35 tra gli israeliani, la tensione non sembra fermarsi nonostante tutti gli sforzi internazionali per un cessate il fuoco. Il segretario di Stato John Kerry è in Israele dopo essere stato in Egitto ma la situazione non sembra essere cambiata.

I voli Usa e Ue per l’aeroporto internazionale Ben Gurion a Tel Aviv intanto sono ancora congelati a causa del lancio di razzi da parte di Hamas, blocco prorogato di altre 24 ore, in attività solo la compagnia israeliana El Al e poche altre. Israele ha messo a disposizione l’aeroporto di Ovda, nel Neghev.

Polemiche per il bombardamento ieri dell’ospedale al Wafa ad opera dell’esercito israeliano, Israele ha giustificazione l’azione sostenendo che la struttura era usata da Hamas come postazione per il fuoco contro i soldati.

Il Consiglio delle Nazioni Unite ieri ha anche approvato a Ginevra una risoluzione per una commissione di inchiesta internazionale per una indagine sulle violazioni a Gaza. Una risoluzione, voto contrario solo dagli Usa, avviata da una richiesta palestinese e di altri Paesi, è stata commentata dal premier Benyamin Netanyahu, che l’ha definita “una parodia da dover essere rigettata da ogni persona decente ovunque. Si indaghi piuttosto su Hamas che ha commesso un doppio crimine di guerra: sparare razzi ai civili israeliani e nascondersi dietro i civili palestinesi”.