La guerra sembra tristemente incombere ancora una volta sul Medio Oriente. Israeliani e Palestinesi vedono morire i propri bambini sotto i razzi del governo che, nel frattempo, sembra giocare a Risiko su Twitter. Il social network diventa l’organo ufficiale per acquisire informazioni sugli scontri in tempo reale. Ai limiti del surreale è lo scontro 2.0, quello che i capi combattono a suon di “cinguettii”, e la popolazione subisce sulla propria pelle.

La Jihad di Hamas, all’indomani dell’uccisione di Ahmed Jaabari, 52 anni, comandante del braccio armato della fazione islamica, prende di mira Tel Aviv dove l’allarme anti missile non suonava dal 1991, quando iniziava la Guerra del Golfo, ma ora l’incubo sembra ricominciare: un missile Fajir 5 cade in mare, un secondo in una zona periferica e disabitata. È l’inizio del bombardamento. I militanti palestinesi sparano in vendetta dell’attacco di Gaza, sono più di 400 nelle ultime 24 ore i razzi che hanno squarciato i cieli del Medio Oriente.  Il primo ministro egiziano Hisham Qandil e gli Stati Uniti lavorano per la fine delle ostilità, ma nonostante gli sforzi diplomatici, per ora, Hamas non è interessato ad un cessate il fuoco.

In parallelo il primo cinguettio proviene dall’account @idfspokesperson pagina ufficiale delle Forze armate israeliane che da notizia della morte del miliziano, @AlqassamBrigade, account delle milizie di Hamas risponde: “Le nostre brigate hanno sparato decine di colpi contro la base di Beersheva”. E mentre il bilancio delle vittime dei raid israeliani sale ad almeno 19 morti, tra i quali un neonato di 10 mesi, una bambina e una ragazza incinta, @idfspokesperson fa la voce grossa: “Faremo in modo che nessun miliziano di Hamas, di qualunque rango, mostri il proprio volto nei giorni a venire”. Hamas risponde con il minaccioso tweet: “Le nostre mani insanguinate raggiungeranno i vostri soldati e i vostri capi dovunque si trovino (Avete aperto le porte dell’inferno)“.