Il direttore dell’Fbi, James Comey, ha annunciato che da settimane i suoi uomini hanno identificato con certezza l’uomo che ha decapitato i due giornalisti James Foley e Steven Sotloff, ma che non ha intenzione di rivelarne il nome e la nazionalità.

Si tratta del “jihadi John”, il militante dello Stato Islamico (Is, ex Isis) con l’accento inglese che nelle due esecuzioni, registrate con telecamere, ha tagliato la testa a Foley e Sotloff.

In verità nelle settimane passate i media inglesi avevano già fornito nome e cognome del boia, si diceva fosse Abdel Majed Abdel Bary, ex rapper londinese di 23 anni, ma senza aver conferme dal numero uno dell’Fbi non possiamo dire se sono la stessa persona o che Majed Abdel Bary non c’entri nulla.

L’inglese, secondo il The Sun, farebbe parte di un gruppo quattro terroristi provenienti dalla Gran Bretagna che si erano uniti all’Isis e insieme formavano il gruppo dei “The Beatles” responsabili delle trattative e gestione degli ostaggi stranieri.

“Non commentiamo notizie di sicurezza nazionale”, ha detto una portavoce dell’Home Office che da Londra non ha voluto confermare, o smentire, quanto gli americani hanno comunicato.

Quello che è certo è che l’assassino fa parte degli oltre 12 mila militanti di Is che provengono dall’estero, sono infatti così numerosi i terroristi che decidono di lasciare l’occidente per andare a far parte dalle file dei jihadisti. Al momento non si sa se e quanti di questi assassini sono tornati, l’FBI sta comunque monitorando buona parte di questi elementi.

Per quanto riguarda le vittime del boia, James Foley e Steven Sotloff erano due giornalisti americani decapitati dai terroristi di Isis dopo essere stati presi in ostaggio in Siria mentre stavano documentando la guerra. Il loro assassinio è stato ripreso dalle telecamere dell’organizzazione terroristica e diffuso in tutto il mondo. Foley è stato il primo omicidio messo in rete, il 19 agosto, mentre quello di Sotloff il 2 settembre. Per entrambi il governo Usa si è rifiutato di pagare alcun riscatto o di trattare con i jihadisti.