Aumenta il pressing su Israele per arrivare ad un cessate il fuoco con Hamas. Nella giornata del 20 novembre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, al Cairo per i negoziati, ha dichiarato: “Sono qui per appellarmi personalmente per la fine della violenza e per chiedere un cessate il fuoco. Chiedo immediati passi indietro da entrambe le parti per fermare una escalation a Gaza, inclusa qualsiasi operazione di terra”. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, è in missione e si recherà a Gerusalemme, Ramallah e Il Cairo.

E’ notizia diffusa dall’Agence France-Presse la decisione israeliana di sospendere temporaneamente l’offensiva terrestre. L’agenzia francese cita fonti governative d’alto livello.

Tuttavia gli scontri non si fermano. Un razzo di Hamas è caduto nella periferia di Gerusalemme, senza provocare vittime. Un proiettile di mortaio proveniente da Gaza è esploso in un kibbutz, ferendo molto gravemente un israeliano.

Nella notte i bombardamenti israeliani hanno colpito un centinaio di obiettivi, provocando la morte di due bambini e due ragazzi. Fonti mediche palestinesi fissano il numero di morti a 126. Da Gaza, i militanti di Hamas hanno lanciato altri razzi verso il sud di Israele.

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