Israele resta in equilibrio tra l’opzione dell’invasione della striscia di Gaza e la tregua. Due estremi, che sembrano alternarsi nelle ore in modo frenetico. Ora è vicina l’invasione di terra, ora siamo ad un passo dal cessate il fuoco. Le novità sono che il governo israeliano ha discusso fino alle quattro di notte, per poi decidere di rimandare perlomeno la decisione sull’attacco di terra: prendere tempo per vedere se la diplomazia riesce a trovare un accordo. Poco fa alcuni missili sono partiti dai territori palestinesi indirizzati verso Beer Sheva, missili comunque controllati.

La notte a Gaza è sembrata tranquilla: nessuna esplosione e attacchi che sembravano fermati. In realtà sono andati avanti e, secondo l’esercito israeliano, sono stati colpiti almeno 100 obiettivi, nel Nord e nel Sud della Striscia di Gaza; soprattutto nella parte bassa l’aviazione sta colpendo i tunnel che ci sono fra l’Egitto e la stessa striscia, dove passano soprattutto armi per l’esercito di Hamas.

Al tavolo della diplomazia, intanto, si continua a parlare. Ieri Israele ha parlato anche di una possibile tregua, i media locali parlano addirittura di un cessate il fuoco che potrebbe arrivare nel giro di 24 ore. Ma al momento le due fazioni in corsa rimangono sulle proprie posizioni: Israele chiede la fine del lancio di razzi, Hamas la fine dell’embargo sulla striscia di Gaza. Oggi intanto visita della Lega Araba e del segretario dell’ONU, Ban Ki Moon. Chissà se quest’ultimo riuscirà a trovare la quadratura del cerchio, visto che poco fa è stata sfiorata una nuova strage a Beer Sheva: un razzo è atterrato vicino ad un autobus che è stato danneggiato; non si registrano feriti.

photo credit: samdaq (AT) hotmail via photopin cc