Nel corso di questo pomeriggio, 20 novembre, dall’Egitto i rappresentanti del presidente Mohamed Morsi e di Hamas annunciavano trionfanti un’imminente tregua per la serata. Era in programma per le 20, ora italiana, una dichiarazione congiunta di Egitto e Hamas al Cairo, in cui si sarebbe formalizzato il cessate il fuoco a partire dalle 23.

Invece non si è mosso niente. Al contrario, fonti egiziane, secondo quanto riportato dalla televisione americana Cnn, hanno ammesso che per oggi non si può annunciare alcuna tregua, contrariamente a quanto dichiarato in precedenza, e che il cessate il fuoco slitta di almeno 24 ore.

Il governo di Nethanyau non ha accettato accordi sulla tregua. Ha esplicitamente condizionato ogni ipotesi di sospensione delle ostilità se non trascorreranno almeno 24 ore senza lanci di razzi sulle città israeliane da parte di Hamas. Il premier israeliano ha dichiarato che “Israele ha una mano tesa verso la pace e l’altra brandisce la spada”.

Le trattative proseguono serrate. Nel gioco diplomatico anche gli Usa hanno preso una parte attiva, con l’arrivo di Hillary Clinton al Cairo.

Nella giornata l’aviazione israeliana ha proseguito con i suoi raid a Gaza, causando la morte di nove palestinesi. Un colpo di mortaio lanciato da Hamas in un kibbutz ha ferito un soldato, il quale è successivamente deceduto. In giornata l’esercito israeliano ha ordinato attraverso volantini ed Sms alla popolazione di evacuare la zona sud di Gaza City. Ma una radio di Hamas in serata ha impartito la direttiva di ignorare i volantini.

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