Un pomeriggio qualsiasi.

Le mie borse piene di vestiti, gonne e pantaloni usati sono pronte.

Esco e vado in un negozio H&M.

La commessa, appena mi vede, mi invita ad avvicinarmi alla cassa dove mi controllano le borse e mi danno anche un buono sconto per i prossimi acquisti.

No, non sto sognando nè delirando.

Non mi hanno dato sostanze stupefacenti nè allucinogeni.

Questa sarà la realtà da Febbraio 2013 nei 48 Paesi in cui è presente il colosso svedese della moda low cost.

I:Collect, partner di H&M in questo progetto, gestirà attraverso la propria struttura tutte le operazioni che permetteranno di restituire ai capi usati una nuova vita.

“Sensibilizzare i consumatori al riciclo degli abiti usati”.

Questo l’intento di un progetto che si annuncia molto importante.

Bella iniziativa, dico io.

Voto ai responsabili marketing: 10.

H&M come sempre ci fa vedere che ha studiato: mi fa spazio nell’armadio togliendo roba che non metto più e mi aggiunge anche un incentivo economico.

Chapeau.

Per quanto riguarda la logica, però, io ho i miei dubbi.

Un colosso che ha sconvolto i canoni del consumo di moda con il “low cost”.

Che mi ha convinto che una borsa ogni 2 settimane è meglio di una borsa ben fatta e di qualità che dura anni.

Che mi ha distolto l’attenzione dal “made in” perchè nella moda cieca basta solo essere “in“.

Che mi ha insegnato che è meglio avere tantissimi capi (che importa come e dove sono fatti) che metti sì e no una volta per fare invidia alle amiche.

Dopo tutta questa manipolazione mentale, vengono a dirmi che devo ridare vita ai miei capi perchè stiamo inquinando troppo con tutti questi tessuti in circolazione.

Che devo essere più sensibile all’ambiente.

Che devo smetterla di rendere strabordante un armadio che ormai è agli ultimi sospiri.

Che devo riutilizzare i vecchi vestiti dando loro una nuova vita.

Green washing, prof” avrei affermato se questo fosse stato uno dei casi aziendali che studiavo all’università.

Ditemi voi se non ci si avvicina, almeno, a quella mania del darsi una “passata di verde”.

Mania che ora è diventata una moda.

Inquiniamo senza ritegno con ritmi insostenibili per l’ambiente (e per gli esseri umani).

Paraocchi sempre presenti e incassi che aumentano sempre di più.

La logica del profitto che, ad un certo punto, esclama “ops, ma forse vivo sulla Terra” e via con le iniziative verdi.

Sono davvero curiosa di vedere come andranno questa e tutte le prossime iniziative di H&M nel campo del “green”, magari un giorno potrò dire di essermi sbagliata.