H&M chiude quattro negozi, di cui due a Milano. Sono 89 i dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro per via di questa decisione presa dal popolare brand di abbigliamento svedese.

La società ha deciso di chiudere quattro punti vendita in Italia, dichiarando 89 lavoratori in esubero lo scorso 19 maggio. I negozi a chiudere i battenti si trovano a Milano in piazza San Babila e Corso Buenos Aires, a Cremona all’interno del centro commerciale “Cremona Due”, e a Mestre nel centro commerciale “Le Barche”.

“H&M – si legge nel comunicato stampa aziendale – crede nelle persone e si è impegnata da subito a trovare le migliori soluzioni possibili per i dipendenti, conformemente alla legge e nel rispetto delle proprie politiche interne e valori

Non tutti i dipendenti resteranno a piedi, spiega H&M, facendo sapere di aver intrapreso “un percorso con i sindacati, tuttora in corso, finalizzato a trovare soluzioni condivise per i dipendenti di questi negozi, tra cui la ricollocazione dei dipendenti in altri negozi esistenti, al fine di garantire il maggior numero di posti di lavoro”. Non un totale passo indietro, secondo la società svedese, la quale spiega che la chiusura dei quattro punti vendita è figlia di un continuo cambiamento del mercato retail a cui H&M si deve adeguare “L’azienda continuerà la sua crescita in Italia, contribuendo a creare nuovi posti di lavoro” I dipendenti dei 150 negozi H&M sparsi per tutta Italia indiranno uno sciopero nella giornata di domani come prova di sostegno agli 89 colleghi in esubero.

“Riteniamo gravissima e ingiustificata la posizione di H&M, azienda in continua espansione che ha in programma diverse aperture e che non è certo in crisi” spiega Cgil. L’obiettivo di questo licenziamento collettivo, sempre secondo Cgil, è quello di “licenziare i lavoratori con i vecchi contratti per sostituirli con contratti a chiamata anche in vista delle nuove aperture in programma”.